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Storia

LA GRAPPA E LA STORIA

STORIA DELLA GRAPPA

Prodotto povero, da sempre riservato al consumo delle classi più umili, la grappa non vanta particolari quarti di nobiltà né tantomeno notizie certe sulla sua origine. Ciò non toglie che il suo atto di nascita sia molto vecchio anzi, antichissimo. Infatti secondo molti studiosi la nascita potrebbe essere fatta risalire intorno al 511 d.C. e attribuita ai Burgundi, popolazioni barbariche d’origine germanica, in quell’epoca di passaggio nel Friuli.

Numerosi sono i documenti attestanti sia nei tempi remoti che in quelli antichi la produzione e lo smercio di distillati, sempre denominati acquavite, me è opinione comune a molti studiosi che la distillazione delle vinacce e quindi la produzione di grappa, fosse già nota ben prima anche se mancano notizie certe.

Diverso è il discorso, visto la fonte certa, in merito al Trattato di Atanasio Kircher, gesuita, risalente al Milleseicento. Certo la pratica della distillazione, si perde nella notte dei tempi ed è ormai storicamente provato che già nel 2000 a.C. i cinesi raggiunsero livelli di conoscenza e capacità non comuni a questa arte, nella quale eccelsero anche i Persiani e gli antichi Egizi e i genere i popoli orientali assai versati nella preparazione di essenze e profumi.

Malgrado il grande sviluppo della coltura della vite e il largo consumo di vino, la distillazione fu invece assai poco praticata sia dai Greci che dai Romani. Durante il Medioevo l’arte distillatoria ricevette impulso sostanziale dall’alchimia, momento d’avvio di quel complesso insieme di studi e conoscenze che avrebbero portato nel Settecento, alla nascita della chimica modernamente intesa.

Nelle mani delle classi ricche e colte le pratiche magico-religiose prima e quelle alchemiche poi, privilegiarono ovviamente la distillazione del vino, materia prima nobile per eccellenza, dal quale ricavavano l’acqua ardens. Ai ceti inferiori invece venivano lasciate le vinacce che mescolate ad acqua e lasciate fermentare costituivano i famosi vinelli. Ecco allora, in un’epoca dove lo spreco era bandito per pure ragioni di sussistenza, cominciò la distillazione di vinacce e vinelli così come i nobili e il clero facevano con il vino.

Con il progredire della tecnica i risultati delle distillazioni e dei prodotti finali andarono via via migliorando, già nel Seicento si trovano le prime notazioni aventi un certo interesse sotto il profilo tecnico e si parla esplicitamente di acquavite di vinaccia.

FONTI:
– Grappa, Analisi Sensoriale & Tecnologica, Centro Studi Assaggiatori (Odello, Giomo, Versini, Zironi), L’Assaggio;
– Grappa, tra Assaggi e Alambicchi, Centro Studi Assaggiatori, (Odello), L’Assaggio;
– La Grappa e il suo mondo tra passato e presente, Edizioni del Laboratorio (Goi, Odello);
– Il Piacere della Grappa, Giunti, (Giuseppe Lo Russo)