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bassano del grappa

Eventi

PER UN BACIN D’AMORE

 
 (Posted on www.grappon.blogspot.com 21.09.2013)
“Eccole che le riva
ste bele moscardine,
son fresche e verdoline
colori no ghe na”
 
“Colori no ghe nemo
ne manco gh’en serchemo
ma un canto noi faremo 
al Ponte di Bassan.”
 
Il Brenta scorre piano, docile e calmo sotto il vecchio Ponte di Legno. La gente s’affolla, si spinge e lotta per una foto sotto il cielo che minaccia pioggia. Arrivi lì, dove un tempo si è fatta la storia, scendendo piano dalle piazzette del centro dove tutto rimanda ai tempi passati, le insegne dei negozi, i drappi appesi, il mercato rionale della domenica con una piccola pièce teatrale in pieno giorno. Lo sguardo si sofferma sui muri delle case, ancora feriti e che portano orgogliosi i segni di una resistenza che in quel posto si è fatta leggenda, un passato che respiri in ogni angolo. 
 
 
“Sul Ponte di Bassano
la’ ci dare la mano,
noi ci darem la mano
ed n bacin d’amor.”
 
“Per un bacin d’amore
successer tanti guai,
non lo credevo mai
doverti abbandonar”
 
Così, con la storia  sotto gli occhi, anche noi abbiamo cercato di rendere onore al luogo che diede i natali a Bortolo Nardini che sul finire del ‘700 decise d’inventare l’acquavite. Un passo obbligato quindi della nostra visita era sederci  a degustare una Nardini nel suo luogo più’caratteristico e cioè direttamente nella vecchia Grapperia sul Ponte. Un luogo che per gli amanti delle grappe e’ un sogno ad occhi aperti. Vieni accolto da due alambicchi utilizzati nel primo ‘900 e da un bancone di legno scuro dove viaggiano alla velocita’ della luce i bicchierini vuoti di famelici avventori. Mensole ben ordinate sulle quali brillano nelle loro etichette variopinte le numerose produzioni Nardini nella classica bottiglia da un litro. Entri nella saletta posta giusto dietro al banco dove, sporgendoti dalla finestre, puoi gustarti la tua scelta guardando scorrere il fiume sotto di te.
 
Ma Bassano non è’ solo Nardini. Un’altra famiglia si è impegnata nella realizzazione di questo magnifico prodotto e proprio qui, dove le tradizioni rimangono immutate nei secoli, ha deciso di dedicare un museo meraviglioso alle amate acquaviti. Un percorso guidato formato da foto, testi, documenti e veri e propri esempi di alambicchi, dalla scoperta della distillazione fino ai giorni nostri. Un itinerario affascinante che ci riserva delle sorprese inaspettate, come ad esempio le vetrine che contengono  più’ di tremila mignon di grappe di tutte le epoche oppure come il viaggio sensoriale dedicato ai profumi più’ riconosciuti durante le degustazioni, gli assaggi e le produzioni.
 
Un viaggio terminato con una felice degustazione. Non preoccupatevi, non siamo tornati a mani vuote e ve ne renderemo conto prossimamente. Intanto nel nostro piccolo abbracciamo gli Alpini e facciamo nostre queste ultime due strofe.
 
 “Doverti abbandonare
volerti tanto bene, e’
un giro si catene
che m’incatena il cuor.
 
“Che m’incatena il cuore,
che m’incatena i fianchi,
in mona tutti quanti
quelli che mi vol mal.”
 
 
Testo Marco Zanoni
Foto Cacciacarne Simone