Interviste

MONTEGALDA 1840, DISTILLERIA BRUNELLO

Oggi ospitiamo non solo un grande produttore ma anche un amico di Passione Grappa. Paolo Brunello, portavoce di una delle Distillerie più antiche del panorama italiano, ci presenta in questa interessante intervista, la realtà più che centenaria della sua famiglia.

Nel Palazzone di Montegalda, tra i colli Berici e i colli Euganei, a due passi da Vicenza e degustando una splendida Fior d’Arancio vi riportiamo le sue parole.

Una distilleria che vanta una delle storie più antiche d’Italia anzi, la vostra attività è iniziata ben prima dell’unità nazionale. Raccontaci la saga distillatoria della famiglia Brunello! Моntegalda, 1840 è qui che ha inizio la storia della più antica distilleria artigianale d’Italia. Il capostipite della dinastia è Bortolo Lotto, un signorotto di campagna, amato e rispettato in paese. Al piano terra del “Palazzone” – ancora oggi sede della distilleria Fratelli Brunello – possiede un bruso, un rudimentale alambicco a fuoco diretto per la produzione di acquavite, un frantoio per olio da semi di vinacciolo e una macina per zolfo. Tre attività che unite alla grande azienda agricola di famiglia gli permettono di vivere agiatamente al fianco della moglie Teresa. Ha un solo figlio, Rinaldo peraltro adottivo, che sposa Maria Marzari ai primi del Novecento e scompare prematuramente dopo un paio di anni. Nel 1905 la fabbrica passa così in eredità alla nuora Maria, che per un bizzarro giro di parentele, è anche sua pronipote. Maria è una donna coriacea e tenace: tra le prime imprenditrici nel mondo della grappa, affina la tecnica di distillazione appresa dal suocero, mettendosi ella stessa all’alambicco e ottenendo ben presto premi e riconoscimenti. Una volta rimasta vedova si risposa con Giovanni Brunello, dal quale ha sette figli e grazie al quale darà continuità all’azienda. Infatti i due figli maschi, Giandomenico e Antonio, aiutano Maria nel lavoro della distilleria. Ma bisognerà aspettare la fine della seconda guerra mondiale perché i Fratelli Brunello si ricongiungano a Montegalda per riprendere in mano le sorti della Distilleria e mettere in atto le loro scelte.

Nella storia recente quali scelte sono state intraprese? Per una serie di motivi e opportunità i Fratelli Brunello scelgono di lavorare prevalentemente per conto terzi e vendere buona parte della grappa prodotta a una grande distilleria Veneta. Questa strategia, buona dal punto di vista economico, ha dei limiti e frena la visibilità del marchio che è riservato esclusivamente alle poche bottiglie confezionate e vendute nel “magasin” di casa Brunello. Fino a tutti gli anni Ottanta l’azienda è condotta dai Fratelli Brunello che a fatica concedono spazio ai figli, la quarta generazione, che dopo qualche “braccio di ferro” riesce ad emergere ed iniziare un nuovo percorso aziendale. Dai primi anni Novanta la storia della più antica distilleria artigianale d’Italia inizia lentamente a cambiare attraverso scelte apparentemente semplici ma impegnative per una piccola azienda che vuole tutelare la propria storia, il proprio trascorso e confermarsi presidio delle grappe territoriali e di qualità. Giovanni, Paolo e Stefano Brunello si staccano nettamente dai percorsi scontati e facili, rinnegano le grappe blasonate o ottenute da vitigni tali, sviluppano la ricerca di vitigni autoctoni, rari e promuovono delle grappe introvabili, in quantità limitate dedicate certamente a consumatori evoluti e non al grande pubblico.

Il territorio vicentino è da sempre vocato all’arte distillatoria. Vi si trova infatti un’alta densità di distillerie per una singola provincia. Quali sono i motivi di questa specificità? E’ innegabile che nel Veneto ci sia una lunga tradizione di grappaioli più o meno grandi. Non credo che sia un caso se proprio a Vicenza nasce la più antica distilleria d’Italia, la Nardini del 1779 e a seguire la Fratelli Brunello del 1840 e poi altre che ancor oggi fanno fumare il camino. Spesso ci si chiede perché proprio a Vicenza o in Veneto c’erano così tante distillerie. La risposta a mio parere è molto semplice: il nostro territorio offre tutte le caratteristiche e le risorse per sviluppare tale attività produttiva e poi mette a disposizione da sempre grandi materie prime da distillare.

Posizione e produzione giocano un ruolo strategico? Se notiamo la collocazione delle distillerie ancora attive possiamo vedere che si trovano nel cuore delle zone vocate alla produzione vitivinicola quindi in aree dove era ed è facile reperire la materia prima. Tra l’altro se immaginiamo le vie di transito di cento anni fa, quanto erano scarse e mal ridotte, si capisce il perché della diffusione delle distillerie nel Vicentino e il perché della loro posizione.

Quali sono i rapporti tra distillatori? I rapporti con le altre distillerie sono sempre stati buoni, compatibilmente con il rispetto delle zone si è sempre vissuti in buona armonia. A testimoniare ciò le varie iniziative che si sono sviluppate negli anni, da Distillerie Aperte che dura da 19 anni, a “La Vera Grappa”, grazie a Confartigianato un esempio unico di collaborazione tra distillatori al fine di porre sul mercato un marchio e una bottiglia unica per tutti i produttori artigiani vicentini. Tante sono state le iniziative che abbiamo promosso nel corso della nostra lunga storia e posso dire con orgoglio che la Fratelli Brunello è sempre stata in prima fila, protesa al lancio di collaborazioni tra imprese non solo della distillazione.

La vostra distilleria si trova in una posizione particolare. Parlaci del vostro territorio, delle sue genti e delle sue tradizioni legate alla grappa Possiamo affermare che la Distilleria Fratelli Brunello è nel cuore del Veneto, al centro di due importanti aree vinicole. Colli Euganei a est e Colli Berici a ovest dell’azienda. E’ innegabile che questa posizione abbia influenzato negli anni nelle strategie produttive. Come citato nella storia famigliare presso la casa Brunello sussistevano più attività in contemporanea: la distilleria “il Bruso” che raccoglieva da tutto il territorio circostante le vinacce, il frantoio per l’olio dei semi del vinacciolo e la macina per lo zolfo. Queste tre attività connesse all’azienda agricola creavano un grande centro di aggregazione e una realtà che riusciva a dare lavoro a molte persone.

E durante i periodi di distillazione? Tra settembre e dicembre, la raccolta della vinaccia era un momento di grande concitazione, il via vai dei carretti agricoli era incredibile. Tutti passavano almeno una volta in azienda, chi per dare e chi per avere qualcosa, l’autunno trasformava l’azienda, porte aperte quasi giorno e notte, gente che veniva scaricava le vinacce e si portava grappa, olio e pannelli. Non dimentichiamo che dopo aver prodotto la grappa la vinaccia veniva separata tra buccette e vinaccioli. I primi si spremevano per produrre olio e poi pressati per fare i pannelli da ardere, le seconde sparse nei campi come concime. I miei ricordi di bambino e ragazzo sono veramente pieni di gente di tutte le età che frequentavano la distilleria per motivi di scambio commerciale ma portati anche da curiosità nel vedere l’alambicco fumare di vapore.

Negli anni avete affinato il vostro metodo di distillazione. Quali sono le principali caratteristiche dei vostri alambicchi? Nel corso degli anni varie sono state le modifiche o meglio i miglioramenti apportati al nostro modo di fare grappa. Due grandi modifiche sono state fatte all’inizio della nostra “era” : la prima, la sostituzione del generatore di calore passando da una gestione dell’impianto ad alta temperatura e alta pressione a una gestione a bassa temperatura e bassa pressione. Una scelta coraggiosa e azzardata per gli anni in cui è stata fatta ma il risultato è stato fantastico. Abbiamo scelto di lavorare con un flusso di vapore molto lento ad una temperatura di 103 – 105 gradi con una pressione a contatto con la materia prima di 0,3 atm.

Mantenendo sempre sotto controllo la testa e la coda…Un’altra grande modifica è stata il separare fisicamente teste e code per poter eliminare interamente dal ciclo di lavorazione le teste. Questo ci ha permesso di migliorare il profumo dei nostri prodotti eliminando sentori pungenti che spesso sono presenti nelle grappe artigianali giovani venete. E’ evidente che tutto ciò non è sufficiente se non si presta particolare attenzione alla vinaccia acquistata e questo è un altro nostro chiodo fisso, per non usare il solito termine inglese. Tutta la materia prima che entra in Distilleria Brunello deve essere confezionata in sacchi così da non subire fermentazioni anomale che potrebbero comprometterne la freschezza e la qualità.

La vostra attenzione a un marketing che faccia ritornare gli appassionati e i curiosi a visitare la vostra distilleria. Vi siete contraddistinti negli ultimi anni in importanti investimenti in tal senso. Qual è la motivazione e quali sono le soddisfazioni? La Famiglia Brunello ha sempre avuto una particolare propensione all’ospitalità a prescindere dal business. Le porte del “Palazzone”, la nostra casa e sede aziendale, sono sempre state aperte a tal punto che dagli anni “90 questa apertura è diventata un’attività vera e propria. Nella parte agricola del fabbricato abbiamo allestito al primo piano 6 camere con bagno mentre al piano terreno, dove vi era la stalla, abbiamo predisposto una cucina ed una sala che ci permette di organizzare pranzi e degustazioni. Questi servizi funzionali alla distilleria e hai suoi clienti, sono organizzati e condotti come agriturismo sotto il marchio de “Il Palazzone”. Queste due attività nel corso degli anni ci hanno permesso di proporre visite guidate con degustazioni di prodotti tipici con la particolarità che gli ospiti possono anche fermarsi a dormire. Non di minore importanza sono stati i molteplici eventi organizzati in azienda per coniugare arte, cultura e gastronomia. Solo per ricordarne alcuni cito Katia Ricciarelli, il coro dei Crodaioli con Bepi De Marzi ed il grandissimo violoncellista il maestro Mario Brunello che ha deliziato gli ospiti con delle musiche da Bach ai Beatles. Le motivazioni, come dire, sono intime e fanno parte della nostra cultura ed educazione famigliare; spesso sono slegate dal business e generano grandi soddisfazioni a prescindere dal fatturato sviluppato.

Da sempre ponete l’attenzione nel coinvolgere i giovani nel consumo consapevole della grappa. Da qui il vostro bHappy, prodotto delizioso per un aperitivo spiritoso. Da dove è nata quest’idea? L’idea è nata in famiglia. Inevitabile che la 5^ generazione, iniziando a mettere il naso nelle cose di casa, apporti nuove idee. Proposte che possono sembrare azzardate o eccessive ma che comunque sono state prese in considerazione. Dopo un paio d’anni di sperimentazioni è nato “bHappy” un aperitivo naturale a basso contenuto alcolico che vuole far avvicinare i giovani alla nostra azienda. Abbiamo pensato che la miglior cosa era mettere a frutto le nostre capacità di produttori, la nostra conoscenza della materia e da lì è nata la ricetta di “bHappy”. Semplice in quanto naturale, preparato tutto da noi, dalla scelta delle erbe al confezionamento in bottiglia. Un modo nuovo per far conoscere al mondo dei giovani e non solo, la Distilleria Brunello.

Qual è la grappa che più contraddistingue la filosofia Brunello? La grappa Fior d’Arancio è indubbiamente un prodotto straordinario che ci lega al territorio circostante e alla nostra storia. Assieme al Cabernet Franc è stata la prima grappa monovarietale della nostra azienda e fin da subito ci ha dato grandi soddisfazioni. Come dite voi rappresenta appieno la nostra filosofia e il nostro modo di fare grappa: “Profumo antico e sapore moderno”. Quando iniziammo a produrla non c’erano molte grappe da vitigni locali e fu subito un trionfo. Da lì distillammo il “Cruajo” dei Monti Berici, il Groppello, il Tocai Rosso e via via ci siamo spinti fino allo Zibibbo di Pantelleria. Ognuna di queste grappe ha una sua storia unica e particolare, dire qual è la più emblematica è sempre difficile certo è che la Fior d’Arancio non finisce mai di stupirci conquistando ancor oggi nuovi palati, nuovi consumatori giovani ed anche lontani dalle aree tradizionali del consumo della grappa.

Quanto è importante la comunicazione al giorno d’oggi? Quanto sono diventati importanti in questo ambito internet e i social network? Non sono certamente io a scoprire quanto sia importante comunicare oggi. Posso dire che mai come ora saper comunicare bene aiuta l’azienda a crescere. Concetti che in una minuscola azienda artigianale non sempre sono facile da coniugare in azioni concrete con adeguati investimenti e progetti. Il mondo della comunicazione è una grande opportunità e nel contempo un grandissimo rischio. Si devono avere idee molto chiare e una grande coerenza altrimenti si rischia di essere travolti e sconvolti. Noi nel nostro piccolo ci siamo affacciate nel web nei lontani anni “90 con il primo sito e poi via via abbiamo seguito l’evoluzione dei social network cercando di coinvolgere queste realtà con piccoli progetti finalizzati alla visibilità del nostro marchio. Contest fotografici, test di prodotto, educational tour dedicato ai blogger, invio di comunicazioni mirate, queste e altre sono le iniziative che abbiamo messo in campo con risultati buoni a volte molto interessanti. Direi che per usare una similitudine, siamo in trincea e difenderemo la nostra posizione con adeguate azioni. Ed a proposito di idee innovative mi piace ricordare che la Distilleria Brunello è anche casa editrice infatti abbiamo pubblicato un racconto di Mario Rigoni Stern “Due storie un’allegoria” e un romanzo giallo di Enrico Pandiani “La testa e la coda” , un modo originale per promuoversi.

La grappa in cucina è possibile? Quali gli abbinamenti più sfiziosi? Oggi si parla di cucina ovunque e io non vorrei fare l’errore di ergermi a esperto del settore. La grappa in cucina è storia, è tradizione ed è cultura Veneta. Ingrediente principe per ricette che spaziano dai primi ai dolci passando per gli insaccati piuttosto che per la pasta all’uovo. Quando azzardavamo i miei primi abbinamenti con i formaggi di piccoli produttori locali ci davano dei pazzi, oggi non è più così. L’eleganza e la finezza delle nostre grappe ci acconsentono di abbinarle, in giochi di sapori, quasi a tutto pasto. Miscelata per preparare fantastici cocktail, nebulizzata su gelatine di verdura per esaltarne la fragranza, accoppiata a formaggi molli ed invecchiati è straordinaria, a guarnizione di gelati o frutta al gelato esalta i sapori di entrambi. Cosa ancora, dopo una portata di pesce unto sgrassa la bocca come poche altre bevande e non dite a nessuno come sia dissetante l’anguria intinta in una buona grappa.

La distilleria Brunello partecipa sempre di buon grado alle iniziative di associazioni di settore come ad esempio quello promosse da Anag. Cosa ne pensate quindi della promozione che queste associazioni portano avanti? La mia tessera Anag porta il numero 386 e sono passati ben 30 anni dal suo rilascio. E così anche mio fratello Giovanni e mio cugino Stefano. Eravamo poco più di ragazzi quando è nata l’associazione Anag in Veneto e fin da subito la Distilleria Brunello ha condiviso e supportato le loro iniziative. I primi riconoscimenti alla qualità delle nostre grappe sono proprio del Concorso Alambicco d’Oro di Anag del 1982 che si svolgeva ad Asti ed era l’unico sul territorio Italiano. Queste associazioni sono da lodare e da sostenere con tutte le iniziative possibili tant’è vero che in azienda Brunello a ottobre organizzeremo un corso di degustazione di primo livello per avvicinare nuovi consumatori alla grappa e aiutare la crescita dell’associazione.

Cosa ne pensate di PassioneGrappa? Cosa penso di “Passione grappa” ? Per fortuna che esiste e complimenti a chi ha avuto l’idea. Ce ne dovrebbero essere tante di queste iniziative che promuovono in maniera intelligente un prodotto tradizionale come la grappa. Chiunque cerchi di diffondere la cultura del buon bere, senza eccessi, informando e formando consumatori curiosi merita un plauso da parte di tutte le aziende produttrici.

Salutiamo Paolo con la promessa di tornare al più presto a Montegalda. Tra le mani teniamo emozionati una copia delle opere di Mario Rigoni Stern e di Enrico Pandiani. Compagne perfette per serate all’insegna della lettura e della degustazione di splendide grappe Brunello.

Testo: Marco Zanoni

Foto: Distilleria Brunello

Previous Post Next Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply