Cronache di Grappa, Interviste

MAZZETTI D’ALTAVILLA, MONFERRATO 7.0

Il Piemonte è una terra che amiamo. Per questo tornare, rappresenta un piacere. Un piacere che è ancora più grande quando veniamo accolti dal sorriso e dalla cordialità di Silvia Mazzetti. Ebbene sì, dopo un lungo viaggio, siamo giunti a una pagina importantissima del nostro diario sulla Grappa.

Siamo nel Monferrato, un luogo ricco di storia e di tradizione, un luogo dove la Grappa è un segno distintivo molto forte di questa terra. Mazzetti d’Altavilla distillla da sette generazioni, incessantemente, facendo della qualità e dell’ospitalità il suo biglietto da visita.

La distilleria Mazzetti d’Altavilla vanta una lunga tradizione. Raccontaci la vostra storia, del fondatore Filippo e dei passaggi generazionali avvenuti negli anni. Dobbiamo risalire all’anno 1846 quando la Famiglia Mazzetti fondò nel cuore delle colline piemontesi del Monferrato la prima Distilleria dell’allora Regno Sabaudo. Filippo Mazzetti (1816-55) fu il primo di una lunga e mai interrotta dinastia di grappaioli a esprimere le potenzialità delle più nobili e profumate vinacce locali in un Distillato unico. In quei tempi le vinacce, dalle quali da sempre la grappa nasce per distillazione, erano principalmente considerate un materiale di disavanzo del processo di produzione del vino: per incuria ed impreparazione di molti vinificatori, spesso esse non erano conservate e selezionate al meglio, come oggi avviene per poter essere distillate ad arte. Dicono che Filippo, e dopo di lui il figlio Luigi (1842-1911), solevano spesso rammaricarsi dello spreco che si faceva di questa nobile materia prima (da buon piemontese!) che invece poteva essere nobilitata, trasformandola in un pregiato e inimitabile distillato: la Grappa. La produzione di Grappa derivante dai soli vitigni delle dolci colline piemontesi si affinò nella seconda metà dell’Ottocento attraverso l’opera di Filippo Mazzetti (1868-1943, nipote del capostipite). Nel Novecento i Distillati di Casa Mazzetti conquistarono l’Italia intera per poi superare i confini nazionali grazie all’impegno di Felice Mazzetti (1901-1981) e di Franco Mazzetti (1931-2015) che hanno davvero traghettato l’arte della Distillazione fino ai giorni nostri coniugando sapientemente tradizione e innovazione. Oggi sono la sesta generazione (Cesare, Nicoletta e Giorgio) e la settima (Chiara, Silvia ed Elisa) a tramandare e proiettare nel futuro un ineguagliabile patrimonio di dedizione e saperi che dura da 170 anni….e che è proiettato nel futuro con nuove idee di avvicinamento del pubblico più giovane al nostro prodotto italiano… anzi piemontese!

Il Monferrato è un luogo ricco di storia e di tradizioni. Come interagiscono queste con l’attività della vostra distilleria e quanto la grappa è un elemento di riconoscimento e di legame con il vostro territorio? Sin dalla sua fondazione la nostra Grapperia è fortemente legata al territorio in cui è nata (i piemontesi sono assai radicati!). Testimonianze evidenti del forte legame sono la scelta, rimasta ferma nel tempo, di distillare esclusivamente vinacce provenienti dalle aree monferrine e immediatamente circostanti e gli investimenti effettuati nel tempo presso la nostra sede. Il connubio fra i nostri prodotti e il territorio si celebra anche attraverso il restauro di un bene architettonico di elevato pregio come la Cappella Votiva “La Rotonda”, situata all’interno del complesso Mazzetti d’Altavilla, che è stata recentemente ristrutturata e resa fruibile ai visitatori. Inoltre la nostra sede da tempo propone eventi e iniziative che potenziano il turismo nel territorio monferrino, fra i quali visite guidate, degustazioni senza dimenticare mostre d’arte, presentazioni librarie e la lunga serie di pièce teatrali che hanno debuttato in occasione della rassegna “Teatro In Distilleria”. Partecipiamo alle grandi manifestazioni del territorio come “Riso & Rose in Monferrato”, “Grapperie Aperte” ed altro ancora. Inoltre Mazzetti d’Altavilla è attiva sul fronte “sociale” vantando la partecipazione attiva a iniziative benefiche fra le quali la parata di Telethon  o il “Progetto Sarah” per l’aiuto alle comunità del Madagascar. Non dimentichiamoci che viviamo in un territorio “patrimonio Unesco” che può dare un valore aggiunto alla nostra realtà e noi cerchiamo di promuoverlo al meglio anche nella nostra comunicazione diretta tramite i social e gli eventi in sede!

Quanto è importante la conservazione della vinaccia e quali metodi utilizzate per preservarla prima della distillazione? C’è una maggiore attenzione oggi, da parte dei viticoltori, nel consegnarvi vinacce sane e ben conservate? L’attenzione alla materia prima è divenuta via via sempre più di primaria importanza. Per questa ragione la nostra azienda testa da tempo le vinacce che ci vengono conferite dai nostri fornitori all’arrivo in Distilleria. Se le partite di vinacce non corrispondono ai requisiti di freschezza che richiediamo per avere il massimo della qualità, tali partite vengono respinte. Questo rigore, unitamente alla crescente sensibilità delle aziende vitivinicole fa sì che nel tempo la qualità della materia prima abbia raggiunto livelli davvero elevati. D’altronde come si può pensare di arrivare ad un prodotto finale d’eccellenza senza partire da una materia prima al top delle potenzialità? Questo è anche un dettaglio non irrilevante da comunicare a tutte le nuove generazioni, come la nostra, per farli diventare consumatori consapevoli!

Quale metodo di distillazione utilizzate? Innanzitutto è fondamentale per l’ottima riuscita del prodotto la meticolosa selezione della materia prima (vinaccia fresca e umida) e la distillazione in tempi brevi, per conservare tutta la fragranza ed il bouquet originario del rispettivo tipo di uva. Il metodo tradizionale di distillazione è quello detto discontinuo. Nel nostro specifico caso impieghiamo un impianto in sotto vuoto in cui si toglie l’aria dal sistema per abbassare la temperatura di distillazione in modo da ottenere grappe di grande finezza. Tramite la coclea di carico e i nastri trasportatori, la vinaccia si convoglia negli alambicchi su appositi cestelli che vengono sovrapposti, si chiude il coperchio, si scalda lentamente inviando vapore affinché la parte alcolica sia convogliata nella colonna distillatrice. Diciamo che, nella produzione l’impronta familiare e artigianale è rimasta ed anzi è stata sempre più valorizzata!

Grappe di monovitigno, tutte rigorosamente piemontesi. Perché questa scelta e qual è la risposta dei vostri clienti? Da sempre la nostra azienda punta ad essere espressione del territorio nel quale è nata e punta anche ad ottimizzare la qualità delle sue produzioni. Le vinacce locali, oltre a non creare costi ambientali legati a lunghi trasferimenti, hanno il vantaggio di raggiungere la sede in breve tempo e quindi di poter essere insilate negli appositi contenitori protettivi in tempo utile per mantenere il top delle potenzialità. Nel tempo abbiamo incrementato gli sforzi anche nella comunicazione della cultura della Grappa e sia la clientela, sia i consumatori finali che vengono a conoscenza dei nostri standard di produzione mostrano una accresciuta fiducia ed affezione, certi della qualità del prodotto che trattano o degustano. Certamente la spinta deve partire da chi conosce il territorio… anche per valorizzarlo sempre più!

Dove sta andando il mercato della grappa? C’è una tendenza dei consumatori a preferire i prodotti invecchiati? Le Grappe esercitano un richiamo crescente su un pubblico che poco per volta diventa più ampio: si è cominciato prima con l’avvicinamento delle donne (la nostra azienda vede peraltro figure femminili alla guida già da molto tempo) e oggi con un discreto interesse da parte di fasce di pubblico più giovani. All’estero l’immagine del prodotto è in crescita anche se permangono difficoltà burocratiche e, in alcuni paesi, differenze culturali ancora da superare. Le invecchiate mostrano il maggior appeal e conquistano fette di pubblico più ampie, grazie alla loro maggior amabilità e anche per via della maggior e primordiale notorietà internazionale di distillati stranieri lungamente invecchiati. Auspichiamo però anche un ritorno alla Grappa giovane che rappresenta l’origine del nostro distillato di bandiera e, per compiere questo processo, diciamo che può essere utile avvicinare i nuovi consumatori con distillati invecchiati, prodotti che favoriscono una prima conoscenza del prodotto e che poi possono stimolare un successivo approfondimento anche verso i distillati “giovani”.

La grappa che meglio rappresenta la storia e la filosofia Mazzetti d’Altavilla? Ci siamo posti la domanda in occasione della pianificazione della nuova Collezione 2016, che cade nel 170° anniversario dell’azienda e la risposta è stata duplice. In primo luogo la Grappa di Ruchè Invecchiata 100% Cru, un Distillato in cui l’azienda ha fortemente creduto per la particolarità e “monferrinità” che esso esprime e per gli importanti significati che sono impregnati nel nome stesso. La nuova nata porta il nome di “7.0”, un numero carico di significati: “7” come le generazioni raggiunte dai “Distillatori dal 1846” ma anche come il numero dei comuni che compongono l’area di produzione del vitigno Ruchè di Castagnole Monferrato. Un vitigno autoctono e ricercato la cui Grappa, invecchiata in botti di essenze pregiate, sarà contenuta nella “7.0”, bottiglia dal packaging ed etichetta “strabilianti”. “0” come i chilometri che separano le vinacce di Ruchè, tipicamente monferrine (vediamo le vigne dalla nostra sede!), “0” come l’impatto ambientale di Casa Mazzetti, grazie anche alla riduzione dei costi (anche ambientali e di trasporto), dall’assenza di intermediazioni e di costo di imballaggio e conservazione. Importantissimo, per noi, l’obiettivo che ci poniamo con questa grappa: quello di avvicinare le nuove generazioni di consumatori al Distillato Italiano di Bandiera: per tale ragione è stata scelta una grappa Invecchiata di Ruchè ovvero per attirare l’attenzione di un pubblico magari ancora lontano dalla Grappa che si trova subito a conoscere un vitigno del tutto particolare. Con questo puntiamo a infondere la volontà e curiosità di continuare il viaggio di conoscenza nella Grappa, arrivando anche alla Grappa giovane! In secondo luogo, fortemente rappresentativa del panorama delle Grappe piemontesi è anche la Grappa di Barolo Invecchiata: non a caso la bottiglia celebrativa dei 170 anni di Mazzetti d’Altavilla contiene una pregiata Riserva di Grappa di Barolo lungamente Invecchiata (oltre cinque anni!) all’interno della Barricaia in cima alla collina di Altavilla Monferrato.

Quanto è importante la comunicazione al giorno d’oggi? Meglio le fiere di settore (come Vinitaly) o la comunicazione online? La comunicazione è cambiata molto negli ultimi anni per via della nascita di nuovi canali che al momento si sono affiancati ma non del tutto sostituiti a quelli tradizionali. Crediamo dunque nel giusto connubio fra eventi di incontro diretto (come le fiere e le degustazioni, oltre alla massima disponibilità nell’accoglienza in sede e presso il nostro Show Room di Marcallo, alle porte di Milano) e i mezzi più moderni come il web nelle sue varie sfaccettature, dal sito, ai social network senza dimenticare i video. Pur essendo molto “social” (siamo presenti sui principali network dove cerchiamo di alimentare il dibattito e usare un linguaggio giovane per comunicare la nostra passione) ci teniamo però al contatto umano: per questa ragione tutte le occasioni di incontro, siano esse fiere o eventi, sono assai gradite. Il metterci la faccia fa la differenza!

Cosa ne pensi di Passione Grappa e del Concorso Letterario Nazionale “Distillati di Parole”? Grande idea! Tutto ciò che stimola dibattito e condivisione, coinvolgendo un pubblico ampio è certamente utile a diffondere la cultura del distillato italiano d’eccellenza. Auguriamo al Concorso un buon successo e una buona continuazione nel tempo affinché possa diventare un punto di riferimento per chi vuole esprimere le emozioni della Grappa. Passeremo parola con piacere attraverso i nostri social di quest’iniziativa per far ampliare alla Grappa la sua “giungla di contatti”!

Solleviamo allora i bicchieri per un brindisi finale. Un’altra donna ha incrociato i nostri passi, ancora una volta siamo stati accolti e coccolati.

Una Grappa di Ruchè barricata allora!  A Silvia, a tutte le donne della Grappa e alla Distilleria Mazzetti d’Altavilla!

Testo: Marco Zanoni

Foto: Mazzetti d’Altavilla

 

 

 

Previous Post Next Post

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply