Eventi & Degustazioni, Visite alle distillerie

GOCCE NELLA STORIA

(Posted on www.grappon.blogspot.com 29.04.2012)
“… A ciascuno di noi la virtù darà la sua ricompensa o in vita o dopo la morte, purchè la seguiamo con sincerità, e non ce ne serviamo come ornamento esteriore, ma rimaniamo sempre gli stessi, sia che sappiamo di essere guardati, sia che siamo presi alla sprovvista….”
(Seneca, Lettere a LucilloIX, sulla virtù e sull’onore)

Due gocce sotto il palato, da assaporare piano.

Rimanere estasiati di fronte ad acquaviti che ammaliano e che resteranno per sempre scolpite nella memoria, frutto di un’esperienza indimenticabile. Il profumo di un tempo passato, risultato di un lavoro fatto bene perché fatto in prima persona, fatto da sé. La forza d’una tradizione lunga generazioni, la ferrea volontà di produrre la qualità, ad ogni costo.
 
E’ il regalo più prezioso che Carlo Gobetti ci ha riservato in un sabato di maggio, nella sua Distilleria affacciata sul Lago di Garda, a Marciaga di Costermano. E’ stato un battesimo per il Gruppo Grappa: il battesimo dell’acquavite (dal latino Acqua Vitae, acqua di vita). La differenza con tutto quello che fino ad oggi abbiamo provato è troppo grande, troppo lontana ed elevata è la qualità dei prodotti qui degustati.E’ un confronto che non possiamo fare.

Questo è un altro mondo, una realtà genuina. Non ci sono coloranti o caramelli che “colorino” grappe spacciate come barricate. Qui non viene fermentata frutta di scarto mischiata a marmellate e succhi di frutta.

Ha per noi un sapore magico sapere che questo maestro della distillazione, quest’artigiano della tradizione si prende cura e seleziona direttamente il prodotto che poi andrà a distillare: le marasche di Fiamene, le albicocche della Val D’Illasi, le uve dei più rinomati produttori della zona.

Come fu Quintarelli per l’Amarone, Carlo Gobetti è per le Acquaviti d’uva.

E così un Gruppo Grappa mai così numeroso (15 le presenze effettive) viene ospitato nel laboratorio della Distilleria Gobbetti, dove da buon padrone di casa il signor Carlo ci espone tutti i processi di distillazione che personalmente compie.
Scopriamo affascinati che i macchinari utilizzati sono il giusto mix tra la modernità e l’efficienza vintage della generazione passata (la colonna distillatrice è la copia perfetta di quella usata dal trisavolo Abramo). Nella caldaia a bagnomaria a vapore si sprigionano durante il processo di distillazione più di duecento elementi chimici (solo una quarantina quelli conosciuti secondo una ricerca dell’Università di Padova). Ci viene spiegato come “la prima passata”  risulti limpida ma non utilizzabile; solo le successive, grazie al “riutilizzo” delle teste e delle code (dove risiedono gli aromi e i profumi della materia prima) si ottiene il prodotto finale.

Tutto il lavoro viene fatto a mano.

Seimila bottiglie l’anno.

Seimila Cinquantagradi.

Veniamo accompagnati nel “caveau” della Distilleria, dove gelosamente Carlo conserva i frutti del suo lavoro.  Lo stupore è grande: ci sono acquaviti a riposo degli anni ottanta e novanta, conservate con tappi adeguati che ne limitano l’evaporazione (per la quale la distilleria paga un’assurda tassa).

Il luogo è perfetto per il racconto di simpatici aneddoti su Bepi Quintarelli e l’elicottero Ferrari di Jean Todt o del sommelier del ristorante milanese di Gualtiero Marchesi che negli anni novanta, segnalò un tavolo dove due ricchi turisti giapponesi, spesero duecentomila lire a testa per mangiare ed un milione per bere.

Ci spostiamo nella saletta degustazioni dove in una lunga vetrina fanno bella mostra di sè tutti i prodotti della Distilleria: un sogno per tutti noi appassionati.

Sull’assaggio si toccano punte mai raggiunte: il voto 5, per noi il massimo del risultato, va sicuramente troppo stretto. Decidiamo così di non inserire le acquaviti assaggiate nella nostra classifica generale. La Distilleria Gobetti vincerebbe a mani basse, servirebbe una speciale classifica tutta per loro. Ci salutiamo con la promessa di rivederci a novembre, per assistere direttamente alle fasi della distillazione. Con l’occasione assaggeremo altre gocce di Storia. Gocce che rimarranno nella Storia. Dal 1836.

Testo: Marco Zanoni
Foto: Pette, Caccia
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