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GLI ALAMBICCHI ACCESI DI SANTA MASSENZA

Si sale piano, costeggiando il lago, salendo su per la montagna.
Il paese è a pochi passi, si vedono le case e il campanile della chiesa vestito a festa.
Le viuzze e i cortili risplendono di vita e di colori.
Il profumo dei canederli si fonde con quello del vin brulé mentre i cavalli scalciano allontanando il freddo nella piazza del paese.
 
E’ la notte degli alambicchi accesi.
E’ la notte in cui il paese prende vita e rende omaggio alle sue tradizioni.
Quelle dell’accoglienza, dell’ospitalità e della sua storia millenaria.
Le distillerie sono pronte, il rito della grappa sta per cominciare mentre il profumo delle vinacce arriva e scalda il cuore.
 
Lo spettacolo ha inizio e come ogni anno la compagnia teatrale Koinè, è meravigliosa regista e protagonista.
E’ un errare che coinvolge, un sali e scendi per le strade del paese per raggiungere la meta.
La distilleria.
Ce n’erano tredici anni fa, una in ogni casa.
Quasi.
Quelle che sono rimaste, si fanno scoprire con un’eleganza che non ha pari.
 
Un canto soave ci accoglie e una Muller Thurgau ci ammalia.
La nosiola con i suoi profumi delicati, accompagna l’attrice e il suo alter ego.
E’ un continuo salire, come la grappa di Vin Santo barricata, così morbida che i cinquanta gradi sono solo un dettaglio.
I mastri distillatori, gli alambicchi, l’agricoltura biodinamica, la passione.
La vinaccia, frutto dell’unione degli elementi, ribolle nei contenitori di rame in quel suo viaggio che la trasformerà da vapore a liquido delicato nei bicchieri.
Splendido risultato, sublime distillato di emozioni che sono forti, vere e autentiche come gli abitanti di questo paesino.
 
Si termina in piazza, tutti insieme, i bicchieri si alzano in un grande brindisi appena finita la mescita delle grappe in un’unica ampolla.
E’ il momento culminante dello spettacolo, l’emblema di una tradizione che si tramanda da generazioni.
E’ il momento che racchiude in questo ultimo atto, tutta la passione e la vocazione di questa terra straordinaria.
 
Santa Massenza, ancora una volta, uno spettacolo meraviglioso.
Testo e Foto: Marco Zanoni

 

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