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Visite alle distillerie

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GLI ALAMBICCHI ACCESI DI SANTA MASSENZA

Si sale piano, costeggiando il lago, salendo su per la montagna.
Il paese è a pochi passi, si vedono le case e il campanile della chiesa vestito a festa.
Le viuzze e i cortili risplendono di vita e di colori.
Il profumo dei canederli si fonde con quello del vin brulé mentre i cavalli scalciano allontanando il freddo nella piazza del paese.
 
E’ la notte degli alambicchi accesi.
E’ la notte in cui il paese prende vita e rende omaggio alle sue tradizioni.
Quelle dell’accoglienza, dell’ospitalità e della sua storia millenaria.
Le distillerie sono pronte, il rito della grappa sta per cominciare mentre il profumo delle vinacce arriva e scalda il cuore.
 
Lo spettacolo ha inizio e come ogni anno la compagnia teatrale Koinè, è meravigliosa regista e protagonista.
E’ un errare che coinvolge, un sali e scendi per le strade del paese per raggiungere la meta.
La distilleria.
Ce n’erano tredici anni fa, una in ogni casa.
Quasi.
Quelle che sono rimaste, si fanno scoprire con un’eleganza che non ha pari.
 
Un canto soave ci accoglie e una Muller Thurgau ci ammalia.
La nosiola con i suoi profumi delicati, accompagna l’attrice e il suo alter ego.
E’ un continuo salire, come la grappa di Vin Santo barricata, così morbida che i cinquanta gradi sono solo un dettaglio.
I mastri distillatori, gli alambicchi, l’agricoltura biodinamica, la passione.
La vinaccia, frutto dell’unione degli elementi, ribolle nei contenitori di rame in quel suo viaggio che la trasformerà da vapore a liquido delicato nei bicchieri.
Splendido risultato, sublime distillato di emozioni che sono forti, vere e autentiche come gli abitanti di questo paesino.
 
Si termina in piazza, tutti insieme, i bicchieri si alzano in un grande brindisi appena finita la mescita delle grappe in un’unica ampolla.
E’ il momento culminante dello spettacolo, l’emblema di una tradizione che si tramanda da generazioni.
E’ il momento che racchiude in questo ultimo atto, tutta la passione e la vocazione di questa terra straordinaria.
 
Santa Massenza, ancora una volta, uno spettacolo meraviglioso.
Testo e Foto: Marco Zanoni

 

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DISTILLERIE E GRAPPERIE APERTE

Domenica 4 ottobre sarà una giornata memorabile per tutti gli appassionati e gli amanti della Grappa.

Le distillerie aprono le loro porte, pronte a farvi scoprire i loro migliori prodotti, le loro tradizioni millenarie e la loro arte distillatoria.

Per l’edizione di quest’anno intendiamo essere ancora più presenti e partecipativi – spiega il Presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – e vorremmo che il pubblico di Expo, il quale può avere un assaggio del nostro lavoro al Salone della Grappa realizzato all’interno del padiglione “Vino A taste of Italy”, non si fermasse al mero assaggio ma scegliesse di venire a conoscerci più da vicino, nelle nostre aziende, in quello che è il nostro mondo. Sarà una opportunità imperdibile per entrambi – prosegue Bonollo – per loro di fare una esperienza nuova e interessante, per noi di valorizzare le peculiarità delle varie tipologie di grappa e quel legame che essa testimonia di avere con i vari territori, raccontando non solo come nasce ma anche la storia che mettiamo in ogni goccia di distillato, in quel misto di passione, arte e appassionato – anche se duro – lavoro che riesce a trasformare la vinaccia in un capolavoro sensoriale“.

Parteciperemo anche noi all’evento. Quest’anno con un pizzico di tristezza nei nostri cuori per la recente scomparsa del Presidente di Anag Veneto Robert Padoan. Ma siamo certi che Robert sarà al nostro fianco, pronto a degustare la sua grappa e con quel suo accento francese che sarà impossibile dimenticare.

Sulla nostra pagina Facebook troverete alcune delle distillerie partecipanti con i propri eventi preparati per l’occasione. Per l’elenco completo vi rimandiamo al sito dell’Istituto Nazionale Grappa.

Buona Grappa a tutti!

Testo: Marco Zanoni

Foto provenienti dai siti di alcune distillerie partecipanti

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UN SABATO IN VALDALPONE

Il vulcano silenzioso del Monte Calvarina si staglia sullo sfondo di una giornata pienamente invernale. Il vento freddo s’incunea tra i vigneti secolari in questa splendida porzione della Valdalpone. Le pergole veronesi che in tempo di vendemmia custodiscono rigogliosi grappoli d’uva garganega, corrono lungo il pendio della collina che porta alla Tenuta Grimani e alla sua storia famigliare, a stretto contatto con la vite, la passione del nonno tramandata ai figli e ai nipoti che oggi gestiscono l’attività. Il terreno vulcanico si sprigiona nella garganega e nel soave spillati direttamente dalle botti (durante la maturazione). Poi la tavola imbandita da formaggi freschi e stagionati, la degustazione del Pinot Grigio e un finale in crescendo che prende la forma di un prosecco “brut” da uve glera pigiate in cantina.
 
Nel pomeriggio siamo ospiti della Distilleria Maschio. Ci si arriva dopo un pranzo faraonico, la curiosità è alle stelle, la prima cotta di amarone prende forma sotto i nostri occhi. Il ciclo discontinuo delle caldaiette a vapore sibila in sottofondo mentre il profumo delle vinacce permea l’aria. Ogni cotta conta quattro quintali di vinaccia, sette cicli al giorno che danno il risultato di 12 litri di grappa ad ogni ciclo; è ottima la resa delle vinacce di amarone.  I fratelli Maschio lavorano con attenzione, la perizia dei mastri distillatori si palesa in ogni loro gesto: il taglio della testa, il lasciar sgorgare il cuore della grappa, il taglio della coda. Le vinacce esauste vengono portate da nastri trasportatori nel cortile, raccolte e riutilizzate come energia verde.
 
Arriva il momento tanto atteso, la degustazione delle grappe di questa distilleria attiva dal 1948. I docenti Anag prendono in mano la situazione, i corsisti di primo livello e gli altri invitati si dispongono intorno alla tavola con il naso e le papille gustative già all’erta, pronte a ricevere quanto quelle quattro grappe sono pronte a regalare. Si parte dalla giovane, una grappa veneta dal colore cristallino. Poi è la volta della recioto di soave, il gioiellino di casa. I gradi si alzano come anche la posta in gioco, è il turno delle invecchiate dal loro tipico colore ambrato, grappe di amarone affinate in botti di rovere e di acacia. Un finale in crescendo di una splendida giornata  passata in compagnia.
 
Testo e Foto: Marco Zanoni

 

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GOCCE NELLA STORIA

(Posted on www.grappon.blogspot.com 29.04.2012)
“… A ciascuno di noi la virtù darà la sua ricompensa o in vita o dopo la morte, purchè la seguiamo con sincerità, e non ce ne serviamo come ornamento esteriore, ma rimaniamo sempre gli stessi, sia che sappiamo di essere guardati, sia che siamo presi alla sprovvista….”
(Seneca, Lettere a LucilloIX, sulla virtù e sull’onore)

Due gocce sotto il palato, da assaporare piano.

Rimanere estasiati di fronte ad acquaviti che ammaliano e che resteranno per sempre scolpite nella memoria, frutto di un’esperienza indimenticabile. Il profumo di un tempo passato, risultato di un lavoro fatto bene perché fatto in prima persona, fatto da sé. La forza d’una tradizione lunga generazioni, la ferrea volontà di produrre la qualità, ad ogni costo.
 
E’ il regalo più prezioso che Carlo Gobetti ci ha riservato in un sabato di maggio, nella sua Distilleria affacciata sul Lago di Garda, a Marciaga di Costermano. E’ stato un battesimo per il Gruppo Grappa: il battesimo dell’acquavite (dal latino Acqua Vitae, acqua di vita). La differenza con tutto quello che fino ad oggi abbiamo provato è troppo grande, troppo lontana ed elevata è la qualità dei prodotti qui degustati.E’ un confronto che non possiamo fare.

Questo è un altro mondo, una realtà genuina. Non ci sono coloranti o caramelli che “colorino” grappe spacciate come barricate. Qui non viene fermentata frutta di scarto mischiata a marmellate e succhi di frutta.

Ha per noi un sapore magico sapere che questo maestro della distillazione, quest’artigiano della tradizione si prende cura e seleziona direttamente il prodotto che poi andrà a distillare: le marasche di Fiamene, le albicocche della Val D’Illasi, le uve dei più rinomati produttori della zona.

Come fu Quintarelli per l’Amarone, Carlo Gobetti è per le Acquaviti d’uva.

E così un Gruppo Grappa mai così numeroso (15 le presenze effettive) viene ospitato nel laboratorio della Distilleria Gobbetti, dove da buon padrone di casa il signor Carlo ci espone tutti i processi di distillazione che personalmente compie.
Scopriamo affascinati che i macchinari utilizzati sono il giusto mix tra la modernità e l’efficienza vintage della generazione passata (la colonna distillatrice è la copia perfetta di quella usata dal trisavolo Abramo). Nella caldaia a bagnomaria a vapore si sprigionano durante il processo di distillazione più di duecento elementi chimici (solo una quarantina quelli conosciuti secondo una ricerca dell’Università di Padova). Ci viene spiegato come “la prima passata”  risulti limpida ma non utilizzabile; solo le successive, grazie al “riutilizzo” delle teste e delle code (dove risiedono gli aromi e i profumi della materia prima) si ottiene il prodotto finale.

Tutto il lavoro viene fatto a mano.

Seimila bottiglie l’anno.

Seimila Cinquantagradi.

Veniamo accompagnati nel “caveau” della Distilleria, dove gelosamente Carlo conserva i frutti del suo lavoro.  Lo stupore è grande: ci sono acquaviti a riposo degli anni ottanta e novanta, conservate con tappi adeguati che ne limitano l’evaporazione (per la quale la distilleria paga un’assurda tassa).

Il luogo è perfetto per il racconto di simpatici aneddoti su Bepi Quintarelli e l’elicottero Ferrari di Jean Todt o del sommelier del ristorante milanese di Gualtiero Marchesi che negli anni novanta, segnalò un tavolo dove due ricchi turisti giapponesi, spesero duecentomila lire a testa per mangiare ed un milione per bere.

Ci spostiamo nella saletta degustazioni dove in una lunga vetrina fanno bella mostra di sè tutti i prodotti della Distilleria: un sogno per tutti noi appassionati.

Sull’assaggio si toccano punte mai raggiunte: il voto 5, per noi il massimo del risultato, va sicuramente troppo stretto. Decidiamo così di non inserire le acquaviti assaggiate nella nostra classifica generale. La Distilleria Gobetti vincerebbe a mani basse, servirebbe una speciale classifica tutta per loro. Ci salutiamo con la promessa di rivederci a novembre, per assistere direttamente alle fasi della distillazione. Con l’occasione assaggeremo altre gocce di Storia. Gocce che rimarranno nella Storia. Dal 1836.

Testo: Marco Zanoni
Foto: Pette, Caccia
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DISTILLERIA MARZADRO


(Posted on www.grappon.blogspot.com 09.10.2013)
Distilleria Marzadro aderisce alle iniziative all’interno del programma “Grapperie aperte” per il 2013 e il vostro Gruppo Grappa non si è fatto sfuggire l’opportunità di una visita nella sede di Noagaredo (Trento).
 
Come abbiamo avuto l’opportunità di scoprire grazie al fortunato incontro con Andrea Marzadro, l’azienda si colloca in una fascia intermedia tra i produttori artigianali e le grandi realtà industriali e già dall’arrivo si percepisce la doppia anima infusa dalla famiglia all’azienda. Il visitatore viene accolto in un piccolo shop dove sono disponibili tutti i prodotti, contigua vi è un’ampia sala di degustazione.
 
Questi ambienti sono curati nei dettagli con foto, premi e oggetti d’epoca che introducono all’atmosfera che accompagna per tutta la visita. Ma questo non deve trarre in inganno, subito dietro si apre un’ampia area di stoccaggio della materia prima che fa intuire che siamo di fronte ad una grossa realtà produttiva. Addentrandoci in questa zona, accompagnati da una giovane e gentile guida, facciamo l’incontro fortunato che trasformerà la giornata rendendola unica ed eccezionale. 
 
Incrociamo Andrea Marzadro in persona che con squisito senso di ospitalità, trova il modo di dedicarci un po’ di tempo e ci racconta come il nonno – fondatore dell’azienda – abbia fortemente voluto che il sito produttivo risultasse impattante il meno possibile sull’ambiente, interrando la maggior parte degli spazi di lavorazione e coprendo i tetti con vegetazione locale. 
 
Ci introduce al cuore pulsante dell’azienda e non è solo una metafora, infatti appena entrati nella sala di distillazione veniamo travolti da profumi e suoni tipici della nascita della nostra amata grappa. In una sala tutta a vetri sono disposti a cerchio i sette alambicchi a ciclo discontinuo con le loro colonne di rettifica e visto il periodo dell’anno, la produzione è in piena attività. Andrea ci illustra l’impianto ed il suo funzionamento, indicandoci nella sala in fianco un ulteriore alambicco a ciclo continuo.
 
Qui arriva la piacevole sorpresa, scendendo diverse rampe di scale, ci addentriamo negli spazi dedicati all’invecchiamento e siamo accolti da ampie sale protette da sigilli del monopolio di stato, nelle quali sono stoccate molte botti di vari legni quali rovere, ciliegio, frassino. Questi sono gli strumenti che sapientemente usati dalla famiglia consentiranno al distillato di raggiungere la piena maturazione ed essere pronto per la commercializzazione. Andrea ci regala una dettagliata spiegazione di come nasce il loro prodotto più famoso, “Le diciotto Lune”, di cui scopriamo esistere una versione riserva che ci colpisce molto piacevolmente all’assaggio (nulla a che vedere con il giudizio da noi espresso per la sorella minore). 
 
Cogliendo la nostra passione e stimolato dalle nostre domande ci racconta un po’ della sua azienda, così scopriamo che Marzadro esporta il 60% della produzione, principalmente in Svizzera e Germania, e come il mercato estero richieda spesso prodotti di alta qualità e personalizzati. Ci conduce quindi in una stanza più piccola in cui possiamo toccare con mano le particolari esigenze a cui questa azienda deve far fronte con il suo spirito più artigianale: troviamo due botti nere e dalla forma atipica che scopriamo essere state utilizzate per l’invecchiamento del vino Porto e su specifica richiesta di un cliente attualmente utilizzate per invecchiare la diciotto lune al fine di ottenere un prodotto personalizzato ed esclusivo.
 
La chiacchierata prosegue con un accenno all’Istituto Tutela Grappa e al suo disciplinare, ci spiega che la grappa per essere denominata “Trentina” deve essere rigorosamente distillata tra settembre e dicembre e da uve della regione, nell’offerta Marzadro l’unico prodotto che valica questi confini è la grappa di amarone, distillata da vinacce di uve passite utilizzate per produrre l’omonimo vino della Valpolicella. I distillatori del Consorzio operano in un clima di fiducia e collaborazione per promuovere il loro prodotto, la loro cultura e la loro specificità.
 
A questo punto la visita si conclude, Andrea torna al suo sapiente lavoro lasciandoci entusiasti della squisita ospitalità riservataci, per noi rimane il tempo di un’ulteriore opportunità di degustazione nella sala dedicata e una visita conclusiva nello shop che offre tutta la gamma di Marzadro, compresi numerosi prodotti che non avevamo mai trovato negli ordinari canali distributivi, e numerose idee regalo affascinanti nel packaging ed adeguati nel prezzo.
 
In conclusione consigliamo a tutti gli appassionati di prenotare una visita presso questa azienda, soprattutto in questo periodo per poter apprezzare l’affascinante magia della distillazione, rinviandovi al sito di “Distilleria Marzadro” per contatti ed informazioni.
 
Testo e Foto: Accordini Claudio, Zampini Lorenzo.
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GLI ALAMBICCHI ACCESI DI SANTA MASSENZA

(Posted on www.grappon.blogspot.com 20.12.2013)
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E’ un dicembre che porta ancora i colori dell’autunno. I vigneti spogli carichi di foglie dal colore della terra, la Valle dei Laghi che riflette il cielo grigio, carico di nuvole. Saliamo piano dalla pianura, i dolci declivi ricolmi di frutteti, boschi, le Dolomiti sullo sfondo, i castelli di Madruzzo, di Terlago e il più famoso, quello di Toblino. Il freddo pungente, compagno di viaggio invadente di  questa nostra nuova entusiasmante esperienza, si perde nelle viuzze imbandite a festa del Borgo di Santa Massenza, percorse da un pubblico da grandi occasioni che s’accalca per le compere nei mercatini di Natale, che si riscalda con i vin brulè e gli strudel prodotti dai paesani, felici di vedere gli appassionati della grappa saltellare entusiasti da una distilleria all’altra perchè questo per loro è il paese dei balocchi.

Tutti in attesa, tutti pronti, tutti emozionati per il grande evento: la Notte degli Alambicchi Accesi.

E così questo paesino di un centinaio d’anime risplende nella sua tradizione millenaria, un luogo di culto per chi porta nel cuore la passione per le acquaviti, la culla della tradizione dell’alambicco trentino.


Una tradizione che affonda le sue radici nel periodo del Concilio di Trento (1545 – 1563) e che ringrazia postuma nella festa di Santa Massenza, quel Vescovo con la passione dell’alambiccare che ospite del paesino per l’intero periodo, insegnò ai suoi abitanti l’arte della distillazione.


Qui, dove fino a pochi anni fa, erano presenti tredici distillerie e dove ora il ceppo dei Poli, continua a produrre grappe eccezionali con cinque distillerie artigianali tutte da raccontare, da vedere, da bere. 

Ritorniamo per il secondo anno consecutivo e scopriamo che nulla è cambiato, solo la neve non ci fa compagnia. Conosciamo i titolari di questa magica tradizione (con Graziano stipuliamo un gemellaggio Giovanni Poli – Grappon…), parliamo con loro, scopriamo che qui, nel Trentino, sotto il Tridente simbolo della Trentino Grappa, i distillatori fanno davvero sistema tra loro, nella difesa del distillato di vinaccia trentina, prodotto con il metodo “a bagnomaria”.

E poi ci sono loro, i meravigliosi attori della Compagnia Teatrale Koinè, capaci di catturare l’attenzione di qualche centinaio di visitatori che divisi in gruppi, si alternano nelle cinque distillerie del paese, mettendo in scena parti teatrali di grande phatos ed interesse: la nascita della grappa negli alambicchi di rame, lo spettacolo futurista in tre atti, la distillazione in diretta delle erbe aromatiche.

Un’ora e mezza di intense emozioni.


Torniamo a Verona con ancora negli occhi le immagini di quella grande ampolla agitata nel centro della piazza di Santa Massenza, con quelle cinque limpide grappe, una per ogni distilleria, mescolate ed agitate insieme: simbolo di unità, di fratellanza e di speranza.

Torneremo anche il prossimo anno e di questo, potete starne certi.

Testo: Marco Zanoni

Foto: Simone Cacciacarne

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CRONACA DI UNA VISITA ANNUNCIATA

(Posted on www.grappon.blogspot.com 17.03.2013)
 
LA DISTILLERIA FRANCESCHINI
 

Alle volte succedono dei fatti sorprendenti. Quando tocca a te beh…il più delle volte nemmeno te ne accorgi.

E’ quello che è successo durante la nostra visita alla Distilleria Franceschini.

Le cime innevate del Monte Baldo e dei Monti Lessini circondano armoniosi il grande lago che si nasconde alla nostra vista  sotto una fitta coltre di nebbia mentre ci inerpichiamo sulle prime colline, tra Calmasino e Cavaion Veronese, con i tergicristalli che faticano a tenere pulito visto la neve che cade copiosa.
Tutt’intorno la nebbia avvolge ogni cosa, i fari illuminano paesaggi bianchi, paesini addormentati, il Garda con le sue sponde, gli alberi da frutto, i peschi, i kiwi e gli albicocchi.
 
Gli uliveti ed i vigneti, disposti ordinatamente nei loro terrazzamenti ci accompagnano, testimoni secolari della nostra avventura mentre le punte dei salici piangenti vengono sferzate dal vento e sembrano cappelli che si richiudono sui piccoli vortici nevosi.
 
Scopriamo la Distilleria Franceschini dentro un piccolo parco di ulivi e di gelsi. I nostri passi attutiti dalla neve si scontrano con il cuore che batte all’impazzata nella speranza di poter partecipare ad un’altra straordinaria avventura.
Veniamo accolti nella sala degustazioni, l’aria è calda ed il clima è sonnacchioso, fedele ai ritmi del primo pomeriggio dopo pranzo di un sabato d’inverno. Scopriamo e degustiamo fin da subito le molte qualità e varietà di acquavite preparate con attenzione da questa distilleria veronese: un viaggio sensoriale che parte dal bardolino passa dalla frutta ed arriva infine all’amarone barricato.
Poi arriva il momento in cui la fortuna gioca le sue carte.
 
Entriamo in distilleria, nel laboratorio, per assistere ad uno dei momenti più importanti della fase della distillazione: la separazione della testa dal cuore della grappa.
 
Seguiamo e documentiamo proprio tutto (nei prossimi post caricheremo il video completo della visita) rapiti ed incantati dai movimenti esperti di questi mastri distillatori. Assistiamo al carico ed alla cotta delle vinacce di bardolino nelle caldaie, inebriati dai sentori “da lavori in corso”, rapiti ed invidiosi per questo mestiere che trasuda passione.
Una maestria che associa tutti i mastri distillatori incontrati fino ad oggi: Gobbetti, Pedrotti e la valle di Santa Massenza, Franceschini. Maestria che ci lega ancor di più alla nostra passione e che ci rende orgogliosi.
 
Ma poi ci sono le grappe e le valutazioni del Gruppo Grappa.
Che rimanderemo ai prossimi post. 
Perchè l’attesa è più bella del regalo stesso.
 
 Testo: Marco Zanoni
Foto: Simone Cacciacarne
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DALLA FRANCIACORTA CON AMORE

(Posted on www.grappon.blogspot.com 09.10.2014)
GRAPPERIE APERTE: DISTILLERIE MADDALENA PERONI
 
Le vigne imbrunite dai primi accenni di autunno s’affacciano sulla strada provinciale che porta in Franciacorta. Un sole caldo di un pomeriggio senza nuvole, riscalda l’evento di Grapperie Aperte che quest’anno ci vede ospiti della Distilleria Maddalena Peroni di Gussago, in provincia di Brescia.
 
L’accoglienza è speciale fin da subito: nel grande piazzale antistante la Distilleria, diverse riproduzioni in ferro battuto della vendemmia e della distillazione, opere di un autore locale, fanno da sfondo all’angolo degustazione dove il curioso abbinamento delle grappe con i sigari dai diversi flavor, sottolineate dai sorrisi e dalla cortesia delle ragazze, mettono fin da subito a suo agio il visitatore.
 
Inizia la visita e cogliamo la grande professionalità che da anni contraddistingue l’attività di questa storica famiglia di maestri distillatori. Uno dei figli di Maddalena fa da Cicerone, sottolinando come la vinaccia e le sue qualità intrinseche, sia la quint’essenza fondamentale per la riuscita di una grappa di qualità. La Distilleria Peroni conta circa centocinquanta conferenti e quindi, la conservazione della pregiata materia prima, richiede strumenti all’avanguardia che permettono di stoccarla mantenendone la freschezza e la fragranza di tutti i suoi profumi. 
 
Dal piazzale ci spostiamo al cuore pulsante della Distilleria, una delle poche rimaste (cinque) in un paese che non molti anni fa ne contava più di trenta. Un canuto mastro distillatore, alle prese con una cotta, estrae le griglie da una delle caldaie a vapore mentre la vinaccia di un colore amaranto sembra pulsare. Tutto segue un impianto ben congegnato: il vapore sale verso il soffitto, il profumo della vinaccia permea nell’aria satura di profumi, le colonne dell’alambicco sibilano leggere, la grappa sgorga nelle campane di vetro.
 
I molti visitatori scattano foto parlottando tra loro estasiati, quello a cui assistiamo sa di magia. La vinaccia esausta viene portata fuori dall’impianto attraverso un carrello ferrato. Verrà successivamente raccolta per poi partire verso altre destinazioni. Perchè c’è un altro aspetto che rende questo settore il più “verde” di tutti. Il primo grappolo potato nelle vendemmie settembrine diviene mosto, le vinaccie distillate creano la grappa, i vinaccioli vengono utilizzati nella cosmesi e quello che resta diventa combustibile. Un riciclo del mantenimento di valore che lega indissolubilmente l’uomo alla terra.
 
Ci spostiamo nei sotterranei e lì vi troviamo i tesori della Distilleria Peroni. Rimaniamo impressionati: file di enormi botti d’acciaio conservano ogni tipologia di grappa, dallo chardonnay al pinot, dall’amarone alla grappa di lugana. Poi, svoltato un angolo sulla sinistra, arriviamo nella parte dedicata all’invecchiamento. Decine di barrique dormono giacendo placide, mentre il famoso legno francese rilascia alle delicate ospiti, le brune nuances e i profumi tipici dell’affinamento. Rimaniamo estasiati, lo sguardo si perde sulle botti perfettamente impilate, la tranquillità di quel sonno pervade i nostri spiriti.
 
Conosciamo Maddalena Peroni, elegantissima nel suo vestito scuro, con un sorriso che scalda il cuore. Lei è la distilleria e non solo per il nome che compare sulle bottiglie che singolarmente, una ad una, da anni, controlla personalmente per valutarne la qualità. Maddalena Peroni incarna lo spirito di com’eravamo, di un tempo in cui ci si tirava su le maniche, un tempo nel quale le gocce di sudore erano sinonimo d’integrità morale e di passione.
 
 Un’esempio che è riuscita a tramandare a figli e nipoti. Ne abbiamo la certezza quando, dopo aver attraversato il “corridoio dei trofei”, entriamo nel salone delle degustazioni. Un pasticcere prepara sul momento cioccolatini e meringhe bigusto mentre sui tavoli di fronte a noi è un trionfo di dolci, frutta secca e formaggi. Un’esplosione di gusti che accompagnano la degustazione delle grappe tipiche della zona. Osserviamo incantati le opere in vetro soffiato di Murano: mappamondi, piccoli e grandi alambicchi, repliche di automobiline e di pianoforti seguono un unico comun denominatore: l’eleganza. Passiamo al negozio, portare con noi una grappa è un passo obbligato e doveroso. E’ scoccata una scintilla, un’amore a prima vista e al cuor non si comanda.
 
Lasciamo la Franciacorta felici.
 
Non potevamo chiedere di meglio a questa giornata di Grapperie Aperte. Tra qualche tempo ci ritroveremo per una degustazione dedicata ai prodotti di questa splendida Distilleria. Ve ne daremo conto nelle nostre consuete valutazioni, ben consci che sarà un’altra splendida esperienza sensoriale.
 
Rimanete con noi, sarà ancora un lungo e bellissimo viaggio…
 
Testo: Marco Zanoni
Foto: Loredana Prando e Katia Baitan
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IN NOME DELLA TRADIZIONE

DISTILLERIA DAL TOSO RINO E FIGLI
(Posted on www.grappon.blogspot.com 16.10.2013)
Dare continuità ad una tradizione iniziata quasi duecento anni fa. Secoli passati a tramandare di padre in figlio la cultura del fare le cose per bene, con la passione di chi è difensore di una cultura fortemente radicata nel territorio. In questo piccolo paesino del vicentino quasi sperduto nella pianura veneta, la famiglia Dal Toso fa questo: porta avanti la sua tradizione grazie ad una produzione di grappe davvero eccezionale.
 
E’ qui che arriviamo infreddoliti e curiosi in una domenica d’inizio autunno, sotto una pioggia che non da tregua, in occasione della manifestazione Distillerie Aperte 2013. 
 
Il cuore si riscalda all’istante grazie alla calorosa accoglienza che la famiglia Dal Toso ci riserva. Accompagnati da Ivan, perfetto e sarcastico padrone di casa, partecipiamo ad una speciale degustazione olfattiva dove in gioco c’è la nostra reputazione, distinguere cioè le varietà di grappa grazie al nostro senso più potente, l’olfatto. Ecco dunque che uno speciale insegnante, il signor Carlo Maggi dell’Anag di Vicenza, ci riserva una lezione particolare, accompagnandoci nella scoperta delle differenze tra grappa giovane, affinata, acquavite d’uva e grappa giovane aromatica. Riconoscerne le differenze, tra aroma acerbo, floreale, fruttato e speziato non è semplice, serve impegno ed allenamento. Salvo è l’onore visto che il Gruppo Grappa ha riportato dei buoni risultati nella votazione finale.
 
Terminato l’Appuntamento con gli Spiriti, ecco la visita al cuore pulsante dell’azienda, Ivan ci accompagna nelle sale dedicate alla distillazione. La Dal Toso utilizza delle caldaiette a vapore (sei in totale) d’acciaio che a turno trasformano la vinaccia in quel liquido prezioso che tanto amiamo. Apprendiamo come alla tecnologia qui alla Dal Toso si affianchi una vera e propria “lavorazione a mano”. Citiamo per esempio, il taglio delle teste e delle code, che deve essere fatto direttamente dall’operatore anche nel corso della notte se in cantiere c’è una cotta pronta per essere trasformata in grappa. 

Apprendiamo che in questa lavorazione, al contrario delle tecniche viste in altre distillerie, le teste e le code vengono eliminate fin da subito e non “ri-cotte” nella seguente produzione. Passiamo poi alla sala successiva dove possiamo osservare le vasche di raffreddamento della grappa, utilizzate per eliminare il più possibile le impurità e gli olii derivanti dalla lavorazione delle vinacce.

 Proprio in queste stanze, apprendiamo purtroppo come la burocrazia che tanto sta facendo male al nostro Paese imperversa anche in questo settore, colpendo ed affondando profondamente i colpi, facendoli assomigliare sempre più a delle vere e proprie vessazioni. Il nuovo aumento delle accise (su cui torneremo nei prossimi mesi) comporta naturalmente una riprogrammazione dei budget aziendali; non si capisce infatti perchè un settore, simbolo straordinario del nostro Made in Italy, con enormi potenzialità di sviluppo e quindi di creazione di posti di lavoro debba essere derubato di gran parte delle sue risorse. Facciamo nostro e cerchiamo di diffondere su queste pagine il grido di allarme degli imprenditori di distillati. E’ forse possibile, logico od economicamente giusto che una grappa dal momento che è pronta per essere messa in commercio e la sua vendita effettiva debba attendere, per l’ottusità delle leggi, mediamente dieci mesi prima di giungere sulle nostre tavole?
 
La visita continua e ci spostiamo nell’area di degustazione. I nostri cuori si rallegrano ben presto: in bella mostra tutta la produzione Dal Toso ed è li solo per noi, grappe pronte per essere assaggiate. Troviamo le varietà più differenti, tra grappe affinate e grappe giovani, tra grappe aromatiche e distillati d’uva. Ci perdiamo letteralmente nel degustare prodotti che hanno tutti un unico comun denominatore: l’eccellenza. Ed ecco allora il bicchierino di grappa di moscato che si sostituisce a quello di amarone e poi di pinot grigio e di cabernet e sirah. E poi i liquori, quello al miele davvero superlativo.
 
 

La pioggia imperterrita non scoraggia i visitatori che continuano ad arrivare numerosi, il richiamo della manifestazione è forte ma lo è ancor di più il marchio della Dal Toso. Andate a Barbarano Vicentino, fatevi coinvolgere da questo piccolo mondo incantato. Visitate il negozio dove alle bottiglie classiche, si affiancano veri e propri esempi di design in vetro soffiato dalle mille delicate forme.

Noi di Grapp_On li avevamo già conosciuti durante le nostre degustazioni. Guardate la Classifica Generale, per trovare la Amarone della Dal Toso non dovrete scostarvi molto dalla prima posizione. 

 
 

Questa visita ce li ha fatti apprezzare ancora di più e per questo la riteniamo all’unanimità una delle migliori esperienze per il Gruppo Grappa da quando è nato questo Blog. Rimandiamo alle prossime puntate una degustazione ad hoc, tutta dedicata alla Dal Toso perchè lo ammettiamo, con un rapporto qualità prezzo così speciale, qualche acquisto lo abbiamo fatto molto volentieri.

Testo: Marco Zanoni
Foto: Simone Cacciacarne