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Eventi & Degustazioni

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LA GRAPPA A VINITALY 2015

PassioneGrappa non poteva mancare a Vinitaly 2015. La kermesse italiana più importante per il settore dei vini e dei distillati ha registrato anche quest’anno il tutto esaurito per la soddisfazione diffusa di tutti (o quasi) gli operatori presenti.

E’ stato un appuntamento molto importante anche per chi, come noi, ha potuto presentarsi (uscendo per un momento dal mondo virtuale) per scambiare qualche considerazione con alcuni dei più importanti players nazionali. Il nostro viaggio tra i padiglioni del Piemonte, del Trentino, del Veneto e del Friuli Venezia Giulia ci ha fatto render conto, ancora una volta, di quanto siano la Passione per il proprio lavoro, per il proprio prodotto, per la cultura e la tradizione da comunicare, i veri motori che guidano le donne e gli uomini della Grappa; donne e uomini legati a doppio filo con il proprio territorio e le proprie genti. La squisita ospitalità è stato il fattor comune di tutti i nosti incontri. La generosità in termini di tempo concessoci durante un evento così importante, ci ha reso ancora più entusiasti del nostro progetto, quello cioè di far diventare PassioneGrappa, il primo portale italiano sul mondo dei distillati gestito da appassionati non addetti ai lavori.

Il nostro viaggio parte dal Piemonte. Fabrizio Mazzetti assume il ruolo del “rompi ghiaccio” in questa nuova esperienza del “contatto diretto”. La sua Antica Distilleria nel Monferrato con il suo Museo (da visitare!), la sua Grappa Riserva Saeculum Tertium invecchiata 15 anni e la sua scelta di dare risalto solo a produzioni di “Grappe Riserva” di altissima qualità.

Poi è la volta di Roner, l’appuntamento è con Christina Stolcis e la sua proverbiale disponibilità. In Alto Adige piace la sperimentazione (sempre nel rispetto della tradizione) e così un barman ospite dello stand, prepara cocktail guduriosi (ne abbiamo provato uno…strepitoso!) dando da bere agli assetati che affollano e si accalcano allo stand; esempio efficace di comunicazione diretta e alternativa.

Una comunicazione “giovane” è stata anche la scelta di Alessandro Marzadro e la sua distilleria che in collaborazione con la sempre sorridente Maddalena Baldini, ha ideato e dato alla stampa il volumetto “Assaggi di Grappa”. Ottimamente congegnato, con le sue ricette e i suoi cocktail preparati da affermati chef e barman, questa opera vuole lanciare il messaggio di una nuova idea di grappa, più trendy e accattivante. Un’egregia Amarone invecchiata fa da sfondo all’interessante conversazione con Alessandro sul mondo del distillato nazionale e sulle ultime tendenze di mercato.

Un passaggio veloce alla Beniamino Maschio del Presidente dell’Istituto Grappa Veneta, Alessandro Maschio, ci ha fatto poi tornare nel nostro Veneto. La sua Brentè invecchiata 9 anni appaga i sensi e la piacevolissima conversazione con Sandrine offusca per un attimo il cupo e assiduo rimbombo del vociare all’interno dei padiglioni.

Il Trentino attira come lo furono le sirene per Ulisse. La Distilleria Bertagnolli ci ospita in uno splendido stand mentre degustiamo una tipica Taroldego di pregevole fattura. L’incontro con Beppe Bertagnolli è un momento altissimo per il nostro Vinitaly. Presidente dell’Istituto Grappa Trentina e del Consorzio che rappresenta più di venti produttori del territorio, da sfoggio di tutta la sua esperienza in un mix perfetto di simpatia e affabilità.

L’appuntamento successivo è con la Distilleria Cavalin dove il giovane ma già esperto Alessandro, nato e cresciuto tra alambicchi e vinacce, ci presenta questa realtà a conduzione famigliare con semplicità e simpatia. Una realtà che da anni distilla prodotti di pregevole fattura come l’Amarone barricata, pluripremiata nei più importanti concorsi nazionali. Premi a nostro avviso, assolutamente meritati.

Torniamo velocemente in Piemonte dove incontriamo la Distilleria Vieux Moulin in un abbinata speciale tra lo splendido sorriso di Elena Borra e la Moscato bianco dalla dolcissima etichetta. Eccoci poi nuovamente in Friuli, facciamo capolino alla Domenis, c’è una Storica Riserva dal colore ambrato che attrae come una calamita. Olfatto, gusto e retrolfatto godono in una lunga persistenza di estasi e appagamento.

Siamo alla tappa finale. Lisa Tosolini ci attende nel suo stand dove sono molti i visitatori che si spintonano per poter degustale le splendide varietà di Most. Con il sorriso sempre pronto e la sua squisita disponibilità Lisa dimostra di essere una donna dalle idee chiare (che abbia preso dalla nonna?…ne parleremo, lo scoprirete…). Parliamo della sua azienda, del mondo delle grappe e delle sue tendenze di mercato.

Due giornate intense ma affascinanti, incontri speciali e di valore che meritano di essere approfonditi. Nei prossimi mesi ospiteremo sulle nostre pagine queste donne e questi uomini che con il loro impegno, il loro lavoro e la loro Passione tengono alto il valore della Grappa in tutto il mondo.

Rimanete con noi, ne vedrete delle belle.

Testo e foto: Marco Zanoni

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NEWS DAL MONDO DELLA GRAPPA

Anag Verona – 30/05/2015 – Visita alla Distilleria Scaramellini di Verona – info 340.8470417 Marco Zanoni

Cantine Aperte – Distilleria Roner – 31 maggio 2015

Distilleria Poli a Expo’ Milano – Visite guidate alla Distilleria e al Museo della Grappa

Distilleria Marzadro – La Magia della Distillazione – 11/05/2015 ore 19.00 – Piazza Sant’Ambrogio Milano – Oratorio della Passione.

Serata Presentazione Corso Assaggiatori Grappa e Acquaviti – Verona 31/03/15

Degustazione Distillati – Laurin Bar e Distillerie Roner – 28/03/15

God Save Vinitaly – Distillerie Roner –  24/04/15

Maddalena Baldini presenta il suo libro “Assaggi di Grappa” – Feltrinelli Verona – 24/03/2015

Brindisi Associazione Donne della Grappa – Vinitaly 22/03/15  – Distillerie Franciacorta (pad. 7 stand D5) ore 10.30

Istituto Grappa Veneta – Anag Veneto – Vinitaly – Degustazioni guidate

Mazzetti d’Altavilla a Vinitaly 2015

Distilleria Roner a Vinitaly 2015

Distilleria Bertagnolli a Vinitaly 2015 – Stand C1 – Pad 3

Giornate FAI di Primavera – Distilleria Gualco – 21/3/15 e 22/03/15

 

 

 

 

 

 

 

 

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PRESENTAZIONE CORSO ASSAGGIATORI PRIMO LIVELLO

Dopo il riuscitissimo corso di primo livello di Assaggiatori Grappa e Acquaviti, conclusosi nel mese di febbraio e che ha visto ben sedici diplomati, Anag Verona riparte con l’organizzazione di un nuovo corso di primo livello nell’est veronese.

Preludio a questo sarà la serata di presentazione che si terrà il 31 marzo alle ore 20.30 presso il ristorante pizzeria Calidarium di Caldiero.

Nella locandina tutti i dettagli.

Testo: Marco Zanoni

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UN SABATO IN VALDALPONE

Il vulcano silenzioso del Monte Calvarina si staglia sullo sfondo di una giornata pienamente invernale. Il vento freddo s’incunea tra i vigneti secolari in questa splendida porzione della Valdalpone. Le pergole veronesi che in tempo di vendemmia custodiscono rigogliosi grappoli d’uva garganega, corrono lungo il pendio della collina che porta alla Tenuta Grimani e alla sua storia famigliare, a stretto contatto con la vite, la passione del nonno tramandata ai figli e ai nipoti che oggi gestiscono l’attività. Il terreno vulcanico si sprigiona nella garganega e nel soave spillati direttamente dalle botti (durante la maturazione). Poi la tavola imbandita da formaggi freschi e stagionati, la degustazione del Pinot Grigio e un finale in crescendo che prende la forma di un prosecco “brut” da uve glera pigiate in cantina.
 
Nel pomeriggio siamo ospiti della Distilleria Maschio. Ci si arriva dopo un pranzo faraonico, la curiosità è alle stelle, la prima cotta di amarone prende forma sotto i nostri occhi. Il ciclo discontinuo delle caldaiette a vapore sibila in sottofondo mentre il profumo delle vinacce permea l’aria. Ogni cotta conta quattro quintali di vinaccia, sette cicli al giorno che danno il risultato di 12 litri di grappa ad ogni ciclo; è ottima la resa delle vinacce di amarone.  I fratelli Maschio lavorano con attenzione, la perizia dei mastri distillatori si palesa in ogni loro gesto: il taglio della testa, il lasciar sgorgare il cuore della grappa, il taglio della coda. Le vinacce esauste vengono portate da nastri trasportatori nel cortile, raccolte e riutilizzate come energia verde.
 
Arriva il momento tanto atteso, la degustazione delle grappe di questa distilleria attiva dal 1948. I docenti Anag prendono in mano la situazione, i corsisti di primo livello e gli altri invitati si dispongono intorno alla tavola con il naso e le papille gustative già all’erta, pronte a ricevere quanto quelle quattro grappe sono pronte a regalare. Si parte dalla giovane, una grappa veneta dal colore cristallino. Poi è la volta della recioto di soave, il gioiellino di casa. I gradi si alzano come anche la posta in gioco, è il turno delle invecchiate dal loro tipico colore ambrato, grappe di amarone affinate in botti di rovere e di acacia. Un finale in crescendo di una splendida giornata  passata in compagnia.
 
Testo e Foto: Marco Zanoni

 

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CORSO ASSAGGIATORI GRAPPA

Ieri sera siamo partiti.

Il corso Assaggiatori Grappa di primo livello in collaborazione con Anag Veneto è iniziato sotto i migliori auspici. I molti iscritti hanno potuto conoscere il Presidente Robert Padoan e il direttore del corso Armido Bertolin. Due persone squisite e preparate che ci hanno introdotto nel magico mondo della grappa e della distillazione.

Un ringraziamento particolare va all’Agriturismo le Bianchette di Custoza per la gentile ospitalità.

Ci aspettano altre quattro serate interessantissime, ricche di nozioni, di storia e di assaggi.

Nuovi degustatori di grappa crescono e tra qualche mese anche Verona potrà vantare la propria sede provinciale dell’Associazione.

Per adesso, buona grappa a tutti!

Testo e foto: Marco Zanoni

 

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GOCCE NELLA STORIA

(Posted on www.grappon.blogspot.com 29.04.2012)
“… A ciascuno di noi la virtù darà la sua ricompensa o in vita o dopo la morte, purchè la seguiamo con sincerità, e non ce ne serviamo come ornamento esteriore, ma rimaniamo sempre gli stessi, sia che sappiamo di essere guardati, sia che siamo presi alla sprovvista….”
(Seneca, Lettere a LucilloIX, sulla virtù e sull’onore)

Due gocce sotto il palato, da assaporare piano.

Rimanere estasiati di fronte ad acquaviti che ammaliano e che resteranno per sempre scolpite nella memoria, frutto di un’esperienza indimenticabile. Il profumo di un tempo passato, risultato di un lavoro fatto bene perché fatto in prima persona, fatto da sé. La forza d’una tradizione lunga generazioni, la ferrea volontà di produrre la qualità, ad ogni costo.
 
E’ il regalo più prezioso che Carlo Gobetti ci ha riservato in un sabato di maggio, nella sua Distilleria affacciata sul Lago di Garda, a Marciaga di Costermano. E’ stato un battesimo per il Gruppo Grappa: il battesimo dell’acquavite (dal latino Acqua Vitae, acqua di vita). La differenza con tutto quello che fino ad oggi abbiamo provato è troppo grande, troppo lontana ed elevata è la qualità dei prodotti qui degustati.E’ un confronto che non possiamo fare.

Questo è un altro mondo, una realtà genuina. Non ci sono coloranti o caramelli che “colorino” grappe spacciate come barricate. Qui non viene fermentata frutta di scarto mischiata a marmellate e succhi di frutta.

Ha per noi un sapore magico sapere che questo maestro della distillazione, quest’artigiano della tradizione si prende cura e seleziona direttamente il prodotto che poi andrà a distillare: le marasche di Fiamene, le albicocche della Val D’Illasi, le uve dei più rinomati produttori della zona.

Come fu Quintarelli per l’Amarone, Carlo Gobetti è per le Acquaviti d’uva.

E così un Gruppo Grappa mai così numeroso (15 le presenze effettive) viene ospitato nel laboratorio della Distilleria Gobbetti, dove da buon padrone di casa il signor Carlo ci espone tutti i processi di distillazione che personalmente compie.
Scopriamo affascinati che i macchinari utilizzati sono il giusto mix tra la modernità e l’efficienza vintage della generazione passata (la colonna distillatrice è la copia perfetta di quella usata dal trisavolo Abramo). Nella caldaia a bagnomaria a vapore si sprigionano durante il processo di distillazione più di duecento elementi chimici (solo una quarantina quelli conosciuti secondo una ricerca dell’Università di Padova). Ci viene spiegato come “la prima passata”  risulti limpida ma non utilizzabile; solo le successive, grazie al “riutilizzo” delle teste e delle code (dove risiedono gli aromi e i profumi della materia prima) si ottiene il prodotto finale.

Tutto il lavoro viene fatto a mano.

Seimila bottiglie l’anno.

Seimila Cinquantagradi.

Veniamo accompagnati nel “caveau” della Distilleria, dove gelosamente Carlo conserva i frutti del suo lavoro.  Lo stupore è grande: ci sono acquaviti a riposo degli anni ottanta e novanta, conservate con tappi adeguati che ne limitano l’evaporazione (per la quale la distilleria paga un’assurda tassa).

Il luogo è perfetto per il racconto di simpatici aneddoti su Bepi Quintarelli e l’elicottero Ferrari di Jean Todt o del sommelier del ristorante milanese di Gualtiero Marchesi che negli anni novanta, segnalò un tavolo dove due ricchi turisti giapponesi, spesero duecentomila lire a testa per mangiare ed un milione per bere.

Ci spostiamo nella saletta degustazioni dove in una lunga vetrina fanno bella mostra di sè tutti i prodotti della Distilleria: un sogno per tutti noi appassionati.

Sull’assaggio si toccano punte mai raggiunte: il voto 5, per noi il massimo del risultato, va sicuramente troppo stretto. Decidiamo così di non inserire le acquaviti assaggiate nella nostra classifica generale. La Distilleria Gobetti vincerebbe a mani basse, servirebbe una speciale classifica tutta per loro. Ci salutiamo con la promessa di rivederci a novembre, per assistere direttamente alle fasi della distillazione. Con l’occasione assaggeremo altre gocce di Storia. Gocce che rimarranno nella Storia. Dal 1836.

Testo: Marco Zanoni
Foto: Pette, Caccia
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DISTILLERIA MARZADRO


(Posted on www.grappon.blogspot.com 09.10.2013)
Distilleria Marzadro aderisce alle iniziative all’interno del programma “Grapperie aperte” per il 2013 e il vostro Gruppo Grappa non si è fatto sfuggire l’opportunità di una visita nella sede di Noagaredo (Trento).
 
Come abbiamo avuto l’opportunità di scoprire grazie al fortunato incontro con Andrea Marzadro, l’azienda si colloca in una fascia intermedia tra i produttori artigianali e le grandi realtà industriali e già dall’arrivo si percepisce la doppia anima infusa dalla famiglia all’azienda. Il visitatore viene accolto in un piccolo shop dove sono disponibili tutti i prodotti, contigua vi è un’ampia sala di degustazione.
 
Questi ambienti sono curati nei dettagli con foto, premi e oggetti d’epoca che introducono all’atmosfera che accompagna per tutta la visita. Ma questo non deve trarre in inganno, subito dietro si apre un’ampia area di stoccaggio della materia prima che fa intuire che siamo di fronte ad una grossa realtà produttiva. Addentrandoci in questa zona, accompagnati da una giovane e gentile guida, facciamo l’incontro fortunato che trasformerà la giornata rendendola unica ed eccezionale. 
 
Incrociamo Andrea Marzadro in persona che con squisito senso di ospitalità, trova il modo di dedicarci un po’ di tempo e ci racconta come il nonno – fondatore dell’azienda – abbia fortemente voluto che il sito produttivo risultasse impattante il meno possibile sull’ambiente, interrando la maggior parte degli spazi di lavorazione e coprendo i tetti con vegetazione locale. 
 
Ci introduce al cuore pulsante dell’azienda e non è solo una metafora, infatti appena entrati nella sala di distillazione veniamo travolti da profumi e suoni tipici della nascita della nostra amata grappa. In una sala tutta a vetri sono disposti a cerchio i sette alambicchi a ciclo discontinuo con le loro colonne di rettifica e visto il periodo dell’anno, la produzione è in piena attività. Andrea ci illustra l’impianto ed il suo funzionamento, indicandoci nella sala in fianco un ulteriore alambicco a ciclo continuo.
 
Qui arriva la piacevole sorpresa, scendendo diverse rampe di scale, ci addentriamo negli spazi dedicati all’invecchiamento e siamo accolti da ampie sale protette da sigilli del monopolio di stato, nelle quali sono stoccate molte botti di vari legni quali rovere, ciliegio, frassino. Questi sono gli strumenti che sapientemente usati dalla famiglia consentiranno al distillato di raggiungere la piena maturazione ed essere pronto per la commercializzazione. Andrea ci regala una dettagliata spiegazione di come nasce il loro prodotto più famoso, “Le diciotto Lune”, di cui scopriamo esistere una versione riserva che ci colpisce molto piacevolmente all’assaggio (nulla a che vedere con il giudizio da noi espresso per la sorella minore). 
 
Cogliendo la nostra passione e stimolato dalle nostre domande ci racconta un po’ della sua azienda, così scopriamo che Marzadro esporta il 60% della produzione, principalmente in Svizzera e Germania, e come il mercato estero richieda spesso prodotti di alta qualità e personalizzati. Ci conduce quindi in una stanza più piccola in cui possiamo toccare con mano le particolari esigenze a cui questa azienda deve far fronte con il suo spirito più artigianale: troviamo due botti nere e dalla forma atipica che scopriamo essere state utilizzate per l’invecchiamento del vino Porto e su specifica richiesta di un cliente attualmente utilizzate per invecchiare la diciotto lune al fine di ottenere un prodotto personalizzato ed esclusivo.
 
La chiacchierata prosegue con un accenno all’Istituto Tutela Grappa e al suo disciplinare, ci spiega che la grappa per essere denominata “Trentina” deve essere rigorosamente distillata tra settembre e dicembre e da uve della regione, nell’offerta Marzadro l’unico prodotto che valica questi confini è la grappa di amarone, distillata da vinacce di uve passite utilizzate per produrre l’omonimo vino della Valpolicella. I distillatori del Consorzio operano in un clima di fiducia e collaborazione per promuovere il loro prodotto, la loro cultura e la loro specificità.
 
A questo punto la visita si conclude, Andrea torna al suo sapiente lavoro lasciandoci entusiasti della squisita ospitalità riservataci, per noi rimane il tempo di un’ulteriore opportunità di degustazione nella sala dedicata e una visita conclusiva nello shop che offre tutta la gamma di Marzadro, compresi numerosi prodotti che non avevamo mai trovato negli ordinari canali distributivi, e numerose idee regalo affascinanti nel packaging ed adeguati nel prezzo.
 
In conclusione consigliamo a tutti gli appassionati di prenotare una visita presso questa azienda, soprattutto in questo periodo per poter apprezzare l’affascinante magia della distillazione, rinviandovi al sito di “Distilleria Marzadro” per contatti ed informazioni.
 
Testo e Foto: Accordini Claudio, Zampini Lorenzo.
Eventi

PER UN BACIN D’AMORE

 
 (Posted on www.grappon.blogspot.com 21.09.2013)
“Eccole che le riva
ste bele moscardine,
son fresche e verdoline
colori no ghe na”
 
“Colori no ghe nemo
ne manco gh’en serchemo
ma un canto noi faremo 
al Ponte di Bassan.”
 
Il Brenta scorre piano, docile e calmo sotto il vecchio Ponte di Legno. La gente s’affolla, si spinge e lotta per una foto sotto il cielo che minaccia pioggia. Arrivi lì, dove un tempo si è fatta la storia, scendendo piano dalle piazzette del centro dove tutto rimanda ai tempi passati, le insegne dei negozi, i drappi appesi, il mercato rionale della domenica con una piccola pièce teatrale in pieno giorno. Lo sguardo si sofferma sui muri delle case, ancora feriti e che portano orgogliosi i segni di una resistenza che in quel posto si è fatta leggenda, un passato che respiri in ogni angolo. 
 
 
“Sul Ponte di Bassano
la’ ci dare la mano,
noi ci darem la mano
ed n bacin d’amor.”
 
“Per un bacin d’amore
successer tanti guai,
non lo credevo mai
doverti abbandonar”
 
Così, con la storia  sotto gli occhi, anche noi abbiamo cercato di rendere onore al luogo che diede i natali a Bortolo Nardini che sul finire del ‘700 decise d’inventare l’acquavite. Un passo obbligato quindi della nostra visita era sederci  a degustare una Nardini nel suo luogo più’caratteristico e cioè direttamente nella vecchia Grapperia sul Ponte. Un luogo che per gli amanti delle grappe e’ un sogno ad occhi aperti. Vieni accolto da due alambicchi utilizzati nel primo ‘900 e da un bancone di legno scuro dove viaggiano alla velocita’ della luce i bicchierini vuoti di famelici avventori. Mensole ben ordinate sulle quali brillano nelle loro etichette variopinte le numerose produzioni Nardini nella classica bottiglia da un litro. Entri nella saletta posta giusto dietro al banco dove, sporgendoti dalla finestre, puoi gustarti la tua scelta guardando scorrere il fiume sotto di te.
 
Ma Bassano non è’ solo Nardini. Un’altra famiglia si è impegnata nella realizzazione di questo magnifico prodotto e proprio qui, dove le tradizioni rimangono immutate nei secoli, ha deciso di dedicare un museo meraviglioso alle amate acquaviti. Un percorso guidato formato da foto, testi, documenti e veri e propri esempi di alambicchi, dalla scoperta della distillazione fino ai giorni nostri. Un itinerario affascinante che ci riserva delle sorprese inaspettate, come ad esempio le vetrine che contengono  più’ di tremila mignon di grappe di tutte le epoche oppure come il viaggio sensoriale dedicato ai profumi più’ riconosciuti durante le degustazioni, gli assaggi e le produzioni.
 
Un viaggio terminato con una felice degustazione. Non preoccupatevi, non siamo tornati a mani vuote e ve ne renderemo conto prossimamente. Intanto nel nostro piccolo abbracciamo gli Alpini e facciamo nostre queste ultime due strofe.
 
 “Doverti abbandonare
volerti tanto bene, e’
un giro si catene
che m’incatena il cuor.
 
“Che m’incatena il cuore,
che m’incatena i fianchi,
in mona tutti quanti
quelli che mi vol mal.”
 
 
Testo Marco Zanoni
Foto Cacciacarne Simone
Visite alle distillerie

GLI ALAMBICCHI ACCESI DI SANTA MASSENZA

(Posted on www.grappon.blogspot.com 20.12.2013)
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E’ un dicembre che porta ancora i colori dell’autunno. I vigneti spogli carichi di foglie dal colore della terra, la Valle dei Laghi che riflette il cielo grigio, carico di nuvole. Saliamo piano dalla pianura, i dolci declivi ricolmi di frutteti, boschi, le Dolomiti sullo sfondo, i castelli di Madruzzo, di Terlago e il più famoso, quello di Toblino. Il freddo pungente, compagno di viaggio invadente di  questa nostra nuova entusiasmante esperienza, si perde nelle viuzze imbandite a festa del Borgo di Santa Massenza, percorse da un pubblico da grandi occasioni che s’accalca per le compere nei mercatini di Natale, che si riscalda con i vin brulè e gli strudel prodotti dai paesani, felici di vedere gli appassionati della grappa saltellare entusiasti da una distilleria all’altra perchè questo per loro è il paese dei balocchi.

Tutti in attesa, tutti pronti, tutti emozionati per il grande evento: la Notte degli Alambicchi Accesi.

E così questo paesino di un centinaio d’anime risplende nella sua tradizione millenaria, un luogo di culto per chi porta nel cuore la passione per le acquaviti, la culla della tradizione dell’alambicco trentino.


Una tradizione che affonda le sue radici nel periodo del Concilio di Trento (1545 – 1563) e che ringrazia postuma nella festa di Santa Massenza, quel Vescovo con la passione dell’alambiccare che ospite del paesino per l’intero periodo, insegnò ai suoi abitanti l’arte della distillazione.


Qui, dove fino a pochi anni fa, erano presenti tredici distillerie e dove ora il ceppo dei Poli, continua a produrre grappe eccezionali con cinque distillerie artigianali tutte da raccontare, da vedere, da bere. 

Ritorniamo per il secondo anno consecutivo e scopriamo che nulla è cambiato, solo la neve non ci fa compagnia. Conosciamo i titolari di questa magica tradizione (con Graziano stipuliamo un gemellaggio Giovanni Poli – Grappon…), parliamo con loro, scopriamo che qui, nel Trentino, sotto il Tridente simbolo della Trentino Grappa, i distillatori fanno davvero sistema tra loro, nella difesa del distillato di vinaccia trentina, prodotto con il metodo “a bagnomaria”.

E poi ci sono loro, i meravigliosi attori della Compagnia Teatrale Koinè, capaci di catturare l’attenzione di qualche centinaio di visitatori che divisi in gruppi, si alternano nelle cinque distillerie del paese, mettendo in scena parti teatrali di grande phatos ed interesse: la nascita della grappa negli alambicchi di rame, lo spettacolo futurista in tre atti, la distillazione in diretta delle erbe aromatiche.

Un’ora e mezza di intense emozioni.


Torniamo a Verona con ancora negli occhi le immagini di quella grande ampolla agitata nel centro della piazza di Santa Massenza, con quelle cinque limpide grappe, una per ogni distilleria, mescolate ed agitate insieme: simbolo di unità, di fratellanza e di speranza.

Torneremo anche il prossimo anno e di questo, potete starne certi.

Testo: Marco Zanoni

Foto: Simone Cacciacarne