Cronache di Grappa, Interviste

ALLA SCOPERTA DEL VIEUX MOULIN

Tra le colline dell’astigiano, in questa terra vocata da secoli alla viticultura e alla distillazione troviamo il Viuex Moulin. Una distilleria storica che oggi viene guidata con forza e passione da Elena Borra, ultima generazione di una famiglia che ha reso questo mestiere una forma d’arte.

La intervistiamo nella barricaia dove le grappe riposano per lunghi anni, cullate dal suono di violini e pianoforti. Un luogo magico, dove la cultura e la tradizione di questo splendido territorio si trasformano: parole che distillate in uno dei dodici alambicchi a vapore, diventano grappe sublimi da assaporare piano.

– La vostra storia inizia nei primi anni del ‘900. Una storia affascinante da raccontare.
Era il 1920 era finita da poco la prima guerra mondiale, ad Isola d’Asti un ragazzino, Ugolino, accompagnava alla stazione Pietro, dipendente di suo padre, che aveva deciso di emigrare in America. Pietro accomiatandosi ringraziò il piccolo Ugolino e promise al suo ritorno un regalo.Passarono gli anni, in Italia Ugolino crebbe, in America Pietro intraprese parecchi mestieri, dopo dodici anni Pietro ormai vecchio ritornò, e ricordandosi della promessa chiamò Ugolino e gli insegnò un lavoro che molto bene aveva appreso in America (erano gli anni del proibizionismo), cioè quello di distillare e disse mi riusciva così bene in America, ove purtroppo non si aveva una buona materia prima, chissà cosa si potrebbe ottenere in questa zona ricca di ottimi vini ! Ugolino ne fu affascinato, acquistò a Motta di Costigliole d’Asti un Mulino ad acqua in disuso e lì usando l’acqua come forza motrice e grazie agli insegnamenti di Pietro incominciò. Una vecchia locomotiva fu la prima fornitrice del vapore una colonna di concentrazione “Mussi-Milano” fu il primo impianto, poi sperimentarono la distillazione “sottovuoto”, arrivò la seconda guerra mondiale, Ugolino partì per la guerra, poco dopo però riuscì a tornare ai suoi alambicchi; nel 1943 Ugolino unì le proprie forze e idee a quelle del cognato Alberto reduce da anni e anni di guerre. Iniziarono a produrre i liquori, perfezionarono la distillazione, sempre aiutati e spronati dalle mogli che erano sorelle, Elide e Alfea. Nel 1971 Ugolino morì, nel 1974 morì Alberto, ma nel 1941 era nata Gianna, nel 1945 Gianni, che nel 1977 sposò Bruna e nel 1983 nacque Elena.

– Un’attività che ancora oggi mantiene il suo carattere famigliare? Si esatto la nostra azienda è a conduzione famigliare. Ci lavorano i miei genitori, Bruna e Gianni, mia zia Gianna ed io.

– Asti, nel cuore del Piemonte. Parlateci del vostro territorio, delle sue genti, della sua vocazione alla distillazione, dei preziosi vitigni aromatici. Il nostro è un territorio a vocazione agricola e in particolar modo vitivinicola. Qui tutti fanno il vino e o possengono una cantina oppure lavorano in una cantina. E’ un mondo bellissimo con molte realtà diverse che convivono bene insieme. Si producono grandi vini come per esempio il Moscato e la Barbera; vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo che sono stati perfetti ambasciatori della nostra terra.

– Qual è il vostro metodo di distillazione? Per la produzione usiamo il sistema collaudato da secoli di esperienza: i nostri piccoli alambicchi a vapore esaltano le qualità delle nostre migliori vinacce. Abbiamo dodici alambicchi che mantengono l’indiscussa qualità del sistema di distillazione discontinua e ci consentono di avere discrete quantità di produzione. Abbiamo anche un impianto continuo che è stato costruito su nostro consiglio e sulla nostra esperienza: abbiamo unito la tecnologia con l’esperienza e l’artigianalità.

– Grappe giovani o invecchiate? Quali sono le ultime tendenze di mercato? Il vitigno è la vera discriminante. Noi abbiamo tantissime grappe invecchiate che riposano in barricaia, cullate dalla musica classica. Il nostro invecchiamento minimo è di cinque anni ovviamente in barrique. Ma abbiamo anche ottime grappe giovani!

– Una scelta difficile: la grappa che meglio esprime la filosofia della Vieux Moulin? La grappa che amo di più e senz’altro quella che ho dedicato a mia figlia Caterina. E’ una grappa di moscato giovane ed è stata distillata due volte per esaltare al massimo i profumi e i sentori di frutta matura, di fiori…ed è unica…si chiama “NOI” e ha la foto in etichetta di me e di mia figlia insieme. Sul retro c’è la mia dedica di mamma.

– E’ importante al giorno d’oggi comunicare e promuovere i propri prodotti attraverso i nuovi canali come i Social e Internet? Sicuramente, il mondo corre veloce e Internet è fondamentale per farsi conoscere in tutto il mondo.

– Le Fiere mantengono ancora il loro appeal? Penso a Vinitaly dove ci siamo incontrati. Sono ancora molto importanti e fondamentali. Restano un felice punto d’incontro tra gli importatori e le aziende e in una sola manifestazione si possano incontrare anche molti appassionati provenienti da tutto il mondo.

– Il vostro rapporto (se ne avete) con le associazioni di settore come ad esempio ANAG? Abbiamo un ottimo rapporto con Anag di cui sono Vicepresidente in Piemonte. Anag come le altre associazioni di settore sono molto importanti per le distillerie. Si deve collaborare insieme e i concorsi, per fare un esempio, sono un efficace strumento di confronto: si ottengono giudizi imparziali che sono fondamentali per avere un ritorno sul proprio prodotto. E’ importante che Anag venga supportata e aiutata dalle distillerie perchè coinvolge persone appassionate che parlano e promuovono i distillati.

 – Cosa ne pensate del progetto PassioneGrappa? E’ un ottimo progetto, lavorate bene e sono certa che farete bene anche in futuro…e sono felice di aver potuto rispondere alle vostre domande!

Ci salutiamo degustando la Moscato dedicata alla figlia Caterina. Delicati e deliziosi profumi ci inebriano rendendo speciale questo incontro. Ne siamo sicuri. Oggi abbiamo trovato il prezioso tulipano nero.

Testo: Marco Zanoni

Foto: Distillieria Vieux Moulin

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